Libertà · Religione

Sbattezziamoci

sbattezzo1

Nel 1958, il vescovo di Prato definì “pubblici peccatori e concubini” una coppia sposata civilmente. Essi subirono anche danni economici, fecero causa al vescovo e la persero, perché in quanto battezzati erano sudditi della Chiesa.

Nel 1999, il Garante per la protezione dei dati personali (Stefano Rodotà), a seguito del ricorso di un socio dell’UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti), stabilì che non era legittimo chiedere la cancellazione dal registro dei battezzati, era tuttavia possibile ottenere l’annotazione sullo stesso della propria volontà di non essere più considerati parte della Chiesa cattolica. È il cosiddetto “sbattezzo”.

Come sbattezzarsi

Se si conosce la parrocchia in cui si è stati battezzati, lo sbattezzo è semplicissimo: basta inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno alla parrocchia, con una lettera in cui si richiede l’annotazione della propria volontà di non essere più considerati cattolici e la fotocopia della carta d’identità. Sul sito dell’UAAR è possibile scaricare una lettera modello. Maggiori informazioni si possono trovare sempre sul sito dell’UAAR.

Perché farlo

Io mi sono sbattezzato nel 2008, principalmente per una questione di coerenza. Sono stato battezzato da neonato (come quasi tutti), quindi senza il mio consenso. Ora sono ateo e anticlericale e non voglio essere iscritto a un’associazione come la Chiesa cattolica, che lotta perché siano negati diritti fondamentali (aborto, eutanasia, diritti delle persone LGBT, ricerca scientifica…) in nome di un’entità nella cui esistenza non credo.

Un altro buon motivo per sbattezzarsi può essere l’appartenenza a una categoria di persone discriminata dalla Chiesa.

Penso, infine, che sia importante “fare numero”: più siamo ad uscire ufficialmente dalla Chiesa, più difficile diventa ignorarci.

Conseguenze

La lettera che ho ricevuto in risposta alla mia richiesta di sbattezzo, in cui veniva confermata l’annotazione da me richiesta, riporta le seguenti conseguenze di ordine giuridico:

  1. esclusione dall’incarico di padrino per il Battesimo e la Confermazione (cann. 874 § 1; 893 § 1);
  2. necessità della licenza dell’Ordinario del luogo per l’ammissione al matrimonio canonico (cann. 1071 § 1, 5°; 1124);
  3. privazione delle esequie ecclesiastiche in mancanza di segni di pentimento (can. 1184 § 1, 1°);
  4. esclusione dai sacramenti e dai sacramentali (cann. 1331 § 1, 2°; 915);
  5. scomunica latae sententiae (can. 1364 § 1).

Avere un documento che dice esplicitamente che sono scomunicato è già di per sé una bella soddisfazione.

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4 thoughts on “Sbattezziamoci

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