Diritti

Unioni civili e libertà di coscienza

Il 28 gennaio dovrebbe finalmente arrivare in Senato la legge sulle unioni civili, con oltre un anno di ritardo. Doveva essere il 26, ma, tanto per cambiare, c’è stato un ulteriore rinvio. Per la serie, cominciamo bene.

Si tratta di una legge tutt’altro che soddisfacente per chiunque abbia a cuore i Diritti Umani e civili, che non elimina le odiose discriminazioni nei confronti delle famiglie omosessuali. L’unica soluzione realmente equa e non discriminatoria, infatti, sarebbe la totale equiparazione di tutte le famiglie, senza discriminazioni per l’orientamento sessuale, che può venire solo dal matrimonio egualitario. Tuttavia, se si considera la situazione attuale, non c’è dubbio che il ddl Cirinnà sia un primo passo nella giusta direzione. Per la prima volta si introduce un riconoscimento giuridico a migliaia di famiglie che, fino ad ora, per lo Stato non esistono e non hanno alcun diritto. Si tratta di questioni non più rimandabili. La Corte di Cassazione ha infatti recentemente stabilito che le famiglie omosessuali hanno diritto ad un riconoscimento e ha sollecitato il legislatore ad intervenire.  Inoltre, la Corte europea per i Diritti  Umani ha condannato l’Italia per l’assenza di una tutela legale per le famiglie omosessuali.

Nonostante la legge, come accennato sopra, sia già un compromesso al ribasso, c’è chi vorrebbe svuotarla ulteriormente, Il punto più “controverso” (tra virgolette, perché di controverso in realtà non c’è proprio nulla) della legge è la cosiddetta stepchild adoption, cioè l’adozione del figlio del partner. Come ha sostenuto recentemente anche il presidente del Senato Pietro Grasso, quello di prendersi cura del figlio del proprio partner dovrebbe essere un dovere, oltre che un diritto. Ed è proprio nell’interesse del bambino che entrambi i genitori, biologico e non, siano riconosciuti. Particolarmente odioso è quindi il fatto che coloro che vi si oppongono dicano di voler difendere i bambini, quando in realtà vogliono solo difendere la propria odiosa omofobia.

Come sempre, ad opporsi ai diritti civili sono i soliti fascisti, leghisti e integralisti cattolici, con la Chiesa di Francesco, quello che piace a tanti sedicenti laici, sempre in prima linea.

Ci si aspetterebbe che un partito che si dichiara di sinistra, che dice di voler riformare il paese, fosse compatto nel sostenere una legge che rappresenta il minimo indispensabile per un paese civile e moderno, anche considerando che le unioni civili erano parte del suo programma. E invece no, perché i soliti cattobigotti, che nel PD non mancano, vogliono negare i diritti altrui sulla base della loro religione, principio di per sé intollerabile in uno stato laico. Così il Partito Democratico ha deciso di non adottare una posizione forte a favore della legge, ma di lasciare “libertà di coscienza”. Ma come può esserci libertà di coscienza quando si parla dei diritti fondamentali delle persone? È libertà di coscienza la libertà di continuare a discriminare?

Advertisements

One thought on “Unioni civili e libertà di coscienza

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...