Ateismo · Scienza

Disegno intelligente, religione, ateismo

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Questo è il secondo post che scrivo in occasione del Darwin Day, che il 12 febbraio celebra in tutto il mondo la nascita di Charles Darwin, lo scienziato che scoprì l’evoluzione. Il primo post è qui: Solo una teoria?

La teoria dell’evoluzione per selezione naturale, formulata da Darwin nel suo famoso libro Sull’origine delle specie, è da sempre vista con sospetto da parte delle religioni. Si va dal totale rifiuto dei fondamentalisti cristiani americani che prendono il racconto biblico alla lettera, i cosiddetti “creazionisti della Terra giovane”, ad altre forme meno estreme di opposizione, che hanno portato alla “teoria” del cosiddetto “Disegno Intelligente”, d’ora in avanti ID (da Intelligent Design). Ho messo tra virgolette “teoria” perché voglio sia chiara la distinzione tra la teoria scientifica dell’evoluzione e la “teoria” dell’ID, che non ha nulla di scientifico ed è solamente una forma di creazionismo mascherato, come spiegherò fra poco.

Prima di tutto, penso sia inutile perdere troppo tempo sulla follia di coloro che pensano che il creazionismo biblico sia da prendere alla lettera e che l’universo sia stato creato circa 6000 anni fa. L’età dell’universo è di circa 13.7 miliardi di anni, mentre il nostro pianeta esiste “solo” da circa 4.5 miliardi di anni. L’errore dei creazionisti è di almeno 6 ordini di grandezza! Inoltre, il racconto biblico, se preso alla lettera, è talmente pieno di assurdità che non vale nemmeno la pena perderci tempo.

Veniamo dunque all’ID. I sostenitori di questa teoria non negano necessariamente che ci sia stata un’evoluzione delle forme di vita, ma sostengono che essa debba essere stata guidata da Dio (il loro, naturalmente…). L’argomento su cui si basano è il cosiddetto “argomento teleologico”, secondo il quale entità complesse devono per forza avere un progettista. La vita è estremamente complessa e non può essere frutto del caso: deve essere il prodotto di un progetto. È celebre a tal proposito l’analogia dell’orologiaio usata da William Paley nel suo libro Teologia Naturale del 1802: se viene trovato un orologio, è ragionevole pensare che sia stato creato da un orologiaio, piuttosto che da cieche forze naturali; allo stesso modo, la complessità delle forme viventi non può che far concludere che siano frutto di un progettista.

L’espressione Intelligent Design, tuttavia, si è diffusa in tempi molto più recenti e per ragioni che non hanno nulla a che vedere con la scienza (e nemmeno con la religione). Nel 1987, la Corte Suprema degli Stati Uniti stabilì, con la decisione sul caso Edwards v. Aguillard, l’incostituzionalità dell’insegnamento del creazionismo nelle scuole pubbliche. Gli antievoluzionisti cercarono dunque di mascherare il creazionismo cambiandone semplicemente il nome. A tal proposito è interessante il caso del libro Of Pandas and People, che i creazionisti intendevano usare come libro di testo nelle scuole. Mentre nelle prime bozze (precedenti al 1987) si parla esplicitamente di “creazionismo” e “creazionisti”, dopo la decisione della Corte Suprema tali riferimenti espliciti vennero semplicemente sostituiti. In particolare, il termine “creationists” venne cambiato in “design proponents”. Tuttavia, in un caso fu commesso un errore nella sostituzione, che divenne “cdesign proponentsists“. Si è ironizzato sul fatto che questa è una “forma di transizione” tra creazionismo e disegno intelligente. Nel 2005, comunque, la Corte Suprema degli Stati Uniti stabilì, nel caso Kitzmiller v. Dover Area School District, che l’ID non è altro che una forma mascherata di creazionismo, il cui insegnamento nelle scuole pubbliche è pertanto illegale.

Essendo nient’altro che un'”evoluzione” del creazionismo, l’ID non ha nulla di scientifico. Introduce un’entità non necessaria per spiegare ciò che la teoria evolutiva spiega benissimo da sola. Non solo non esiste alcuna evidenza di un progettista, ma esistono moltissimi esempi di come l’evoluzione proceda per tentativi, senza uno scopo o un obiettivo precisi: dal nervo laringeo della giraffa alla retina invertita dell’occhio umano agli occhi del proteo, tutto fa pensare all’assenza di un progetto. Se un progettista esiste, ha fatto di tutto per nascondere la propria presenza. Infine, l’ID non è falsificabile e non permette di fare alcuna previsione. Qualunque cosa potrebbe essere spiegata dicendo che “è la volontà del progettista”.

Ma per quale motivo le religioni sono così diffidenti nei confronti della teoria dell’evoluzione? La ragione, a mio parere, è semplice: una volta accettata pienamente la teoria e le sue implicazioni, il teismo diventa difficilmente sostenibile. L’evoluzione ha per l’uomo l’effetto che la rivoluzione copernicana ebbe per la Terra. Con la teoria eliocentrica (a cui la Chiesa, guarda caso, si oppose), il nostro pianeta non è più al centro dell’universo, ma solamente uno dei pianeti che orbitano intorno al Sole; con la teoria dell’evoluzione, l’uomo non è più un essere superiore fatto a immagine e somiglianza di una divinità, ma una delle tante specie prodotte dall’evoluzione biologica, alla pari di tutte le altre.

Per le principali religioni è fondamentale il rapporto privilegiato tra l’uomo e Dio. Ma grazie a Darwin sappiamo che l’uomo non ha nulla di speciale rispetto alle altre specie viventi. Sono esistite diverse specie appartenenti al genere Homo, ora estinte, alcune vissute in contemporanea a Homo sapiens per una parte della sua storia. Se queste esistessero ancora oggi, le considereremmo sicuramente umane. Quindi, perché la nostra specie dovrebbe avere qualcosa di speciale? E quando esattamente saremmo diventati creature predilette di questa divinità? Non esiste un “primo uomo” come nei miti religiosi. Il fatto stesso che esistiamo è un puro accidente: se l’asteroide che colpì la Terra circa 65 milioni di anni fa, causando l’estinzione dei dinosauri (secondo una delle teorie più accreditate), fosse passato appena un po’ più distante e non si fosse schiantato sul nostro pianeta, l’evoluzione dei mammiferi sarebbe stata molto diversa e noi non esisteremmo.

Chi crede in una forma di teismo e si rende conto che rifiutare l’evoluzione, come fanno i creazionisti americani, è ridicolo, di solito si limita a ignorare del tutto il problema. Si può, naturalmente, usare il solito jolly: Dio è misterioso, non possiamo comprendere il suo progetto (per inciso, gli stessi che fanno queste affermazioni magari pretendono di conoscere la volontà del loro Dio quando si tratta di negare i diritti altrui…). Molto gettonato è il principio, illustrato dal grande biologo evoluzionista Stephen J. Gould, dei cosiddetti “magisteri non sovrapposti“: la scienza si occupa di descrivere la realtà, la religione di valori e del significato della vita. Si tratta di questioni separate e quindi non in conflitto. Ma non mi sembra affatto una soluzione soddisfacente. La religione fa e ha sempre fatto affermazioni sulla realtà, che molto spesso entrano in conflitto con le conoscenze scientifiche. E non può essere altrimenti, perché un universo in cui esistono una o più divinità sarebbe molto diverso da un universo che ne è privo. Mi pare insostenibile, dunque, l’idea che scienza e religione non si sovrappongano.

In conclusione, alla luce dell’evoluzione è molto più coerente, elegante e soddisfacente abbandonare il teismo e approdare serenamente all’ateismo.

Terza parte: Errori creazionisti

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6 thoughts on “Disegno intelligente, religione, ateismo

  1. Un aspetto dell’ateismo militante è la ricerca di banalizzare le filosofie teiste irridendo le religioni che vi si ispirano!
    Non starò a citare grandi pensatori dell’umanità che han tentato di coniugare il mistero della realtà osservata e della sua origine con il bisogno di empatia universale ( chiamiamola etica ) che sembra svilupparsi dalla materia aggregandola in barba alle leggi dell’entropia e dell’intelligenza umana che ricerca un senso della vita e lo circoscrive di metafore esorcizzanti la sofferenza dell’esistenza!
    Non vi sono certezze che il “particolare” possa opporre al “generale” ma solo l’individuale convincimento!
    L’evoluzionismo non è per niente un fatto, ma è l’ipotesi più probabile ( per me un assioma cosmico ) che l’intelligenza abbia saputo sviluppare dall’osservazione dei fatti, così come un aforisma non è una parola ma il miglior modo di metterne insieme di convincenti!
    Le religioni sono nate per convogliare le aspirazioni esistenziali degli umani.
    Esse si sono rivolte loro con il linguaggio appropriato alla cultura dei tempi.
    Spesso hanno spiegato il mondo attraverso i propri libri sacri, con metafore poco plausibili nel descrivere storicamente il perchè delle scelte di rispetto dell’etica trascendente!
    Ma la fede nelle religioni va intesa, a parer mio, come fede nella capacità dell’uomo di esistere in coerenza con quell’empatia di cui parlavo all’inizio!

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  2. Un aspetto dell’ateismo militante è la ricerca di banalizzare le filosofie teiste irridendo le religioni che vi si ispirano!
    Nel post parlo di creazionismo e “disegno intelligente”, e qui c’è poco da banalizzare: si tratta banalmente di sciocchezze, che possono solo essere irrise.

    L’evoluzionismo non è per niente un fatto
    Invece l’evoluzione è proprio un fatto, esattamente come il fatto che è la Terra a compiere un moto di rivoluzione intorno al Sole e non viceversa.

    Le religioni sono nate per convogliare le aspirazioni esistenziali degli umani.
    Esse si sono rivolte loro con il linguaggio appropriato alla cultura dei tempi.

    Ma, come spiego anche nel post, le religioni non si limitano a parlare di “aspirazioni esistenziali”, e fanno al giorno d’oggi, con un linguaggio non appropriato alla cultura del nostro tempo, affermazioni sulla realtà che sono in contrasto con i fatti scientifici. E questi fatti possono dunque essere utilizzati in maniera pertinente per confutare tali sciocchezze.

    Ma la fede nelle religioni va intesa, a parer mio, come fede nella capacità dell’uomo di esistere in coerenza con quell’empatia di cui parlavo all’inizio!
    Ma, a parere di molte persone, la fede nelle religioni va intesa come fede cieca nelle affermazioni fatte in questo o quel testo sacro, prese più o meno alla lettera. Anche quando queste affermazioni sono chiaramente in contrasto con la realtà.

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