Scienza

Errori creazionisti

crocoduck

Questo è il mio terzo post sull’evoluzione, in occasione del Darwin Day, che il 12 febbraio, come ogni anno, festeggerà la nascita di Charles Darwin. Questi sono i due post precedenti:
Solo una teoria?
Disegno intelligente, religione, ateismo

Qui vorrei elencare alcuni dei più diffusi argomenti dei creazionisti e spiegare brevemente perché sono errati. Mi ispirerò principalmente alla lista di affermazioni creazioniste presente sul sito TalkOrigins, che è ovviamente molto più lunga e completa (ma è in inglese). Lì si possono trovare anche maggiori dettagli e fonti scientifiche riguardo alle affermazioni che farò in questo post. Dopo questa premessa, cominciamo.

L’evoluzione è immorale

Secondo alcuni creazionisti, l’evoluzionismo sarebbe immorale, perché basato sulla sopravvivenza del più forte. Sostenere e insegnare l’evoluzione porterebbe a instaurare una visione del mondo immorale. Si usano come esempi l’eugenetica nazista o il darwinismo sociale.

Questo argomento è sbagliato da diversi punti di vista. Intanto, non è nemmeno un argomento contro l’evoluzione in sé: se anche l’evoluzione fosse immorale, nulla cambierebbe a proposito della sua verità. Detto ciò, l’evoluzione è una teoria scientifica, che descrive e spiega un particolare aspetto della realtà, non è una legge che serve a regolare i rapporti tra le persone all’interno delle società umane. Quindi l’argomento non ha alcun senso: la descrizione di come funziona la realtà non ha alcuna connotazione morale. Inoltre, se volessimo basare la morale sui principi dell’evoluzione, dovremmo tenere conto del fatto che Homo sapiens si è evoluto come specie sociale, il che implica l’importanza della cooperazione e dell’altruismo. Infine, l’evoluzione non parla di “sopravvivenza del più forte”: gli individui più adatti avranno maggiore probabilità di riprodursi e trasmettere i propri geni alle generazioni successive. “Più adatto” non significa “più forte”, e tale concetto dipende da moltissimi fattori, che cambiano col tempo.

Molti scienziati rifiutano l’evoluzione

Non è vero. La quasi totalità degli scienziati riconosce la validità dell’evoluzione. Un’associazione creazionista, il Discovery Institute, ha stilato una lista di circa 400 scienziati che dubiterebbero della teoria darwiniana. La maggior parte degli scienziati elencati non sono biologi e in generale non hanno alcuna competenza sull’argomento. Alcuni di essi hanno successivamente negato di essere creazionisti e hanno affermato di accettare il fatto che tutte le specie viventi derivano da un antenato comune. Inoltre, se anche questi scienziati fossero tutti creazionisti, si tratta di poche centinaia, un numero assolutamente irrisorio. Il National Center for Science Education, un’associazione californiana che si occupa di diffondere la conoscenza scientifica su temi quali l’evoluzione e il cambiamento climatico, ha creato il cosiddetto Project Steve, un elenco di scienziati che si chiamano Steven (o una qualche variazione di questo nome, come Steve o Stephen) che supportano l’evoluzione. Nonostante la restrizione ai soli scienziati con uno specifico nome, questa lista è molto più lunga di qualunque elenco proposto dai creazionisti, e contiene una percentuale molto maggiore di biologi.

Detto ciò, il numero di scienziati che supportano l’evoluzione non è rilevante: la scienza non è democratica. Quello che conta sono i fatti. Che la maggioranza degli scienziati e la quasi totalità dei biologi sostengano l’evoluzione è semplicemente una conseguenza della sua evidenza.

L’evoluzione è solo una teoria

Di questo ho già parlato nel primo dei due post linkati all’inizio.

Riassumendo: nel linguaggio comune, “teoria” è sinonimo di ipotesi, nella scienza una teoria è un modello che spiega i dati osservati e permette di fare previsioni. L’evoluzione è una teoria scientifica, oltre ad essere un fatto, e non è quindi solo una teoria.

La vita può nascere solo dalla vita

Si cita in particolare Pasteur, che avrebbe dimostrato l’impossibilità che nascano forme viventi da materia non vivente. Quello che ha mostrato Pasteur, in realtà, è l’impossibilità della generazione spontanea di forme di vita complesse. Per inciso, la comparsa “dal nulla” di forme di vita complesse è molto più simile al creazionismo che non alla teoria evolutiva. Non esiste alcuna legge che vieti la nascita di elementari forme di vita dalla materia inorganica, anche se non sappiamo ancora come la prima forma di vita si sia formata: ci sono diversi modelli e ipotesi. Inoltre, la questione è sì estremamente interessante e rilevante per la biologia, ma non ha nulla a che vedere con la teoria dell’evoluzione: l’obiettivo di quest’ultima è infatti spiegare come le specie viventi si siano evolute a partire dalla prima forma di vita, come questa prima forma di vita sia nata non le compete. L’evoluzione sarebbe ugualmente vera se il primo organismo fosse stato creato da una razza aliena o da un essere soprannaturale come il Prodigioso Spaghetto Volante.

La maggior parte delle mutazioni genetiche sono dannose

In realtà, la maggior parte delle mutazioni non sono né dannose né vantaggiose. La maggior parte delle mutazioni dannose non si diffondono (perché gli organismi che le portano si riproducono meno), a differenza di quelle vantaggiose, per cui, alla fine, delle mutazioni che vengono trasmesse la maggioranza sono favorevoli o neutre. Ci sono innumerevoli esempi, nella letteratura scientifica, di mutazioni vantaggiose per gli organismi che hanno portato all’evoluzione di nuove caratteristiche.

Complessità irriducibile

Alcune strutture biologiche sono irriducibilmente complesse. Questo significa che, eliminandone una parte, esse smettono di funzionare e diventano inutili. Per cui, argomentano i creazionisti, esse non possono essersi formate per mutazioni successive, perché solo il risultato finale è utile all’organismo, e gli stadi intermedi non avrebbero dunque fornito alcun vantaggio evolutivo. Devono perciò essere frutto di un progetto. Due esempi classici sono l’occhio e il flagello batterico. Questo argomento viene usato, per esempio, da Michael Behe nel suo libro Darwin’s Black Box del 1996.

L’argomento di Behe, tuttavia, era già stato confutato dal genetista e premio Nobel Hermann Muller ben 80 anni prima! Non solo ci sono vari meccanismi che permettono l’evoluzione di strutture “irriducibilmente complesse”, è proprio una predizione della teoria dell’evoluzione che esse evolvano! Una spiegazione più esaustiva dell’argomento può essere letta su TalkOrigins (in inglese).

L’evoluzione non è mai stata osservata

Si intende, in genere, la cosiddetta macroevoluzione. Naturalmente, non ci si può aspettare di osservare direttamente grandi cambiamenti come quelli che hanno portato all’evoluzione umana a partire dal nostro antenato comune con le scimmie, perché cambiamenti di questo tipo richiedono centinaia di migliaia o milioni di anni. Anzi, se osservassimo qualcosa come un rettile trasformarsi in un uccello in poche generazioni avremmo una prova contro la teoria dell’evoluzione, che implica un cambiamento molto più lento e graduale. Tuttavia, l’evoluzione è stata osservata direttamente, in natura e in laboratorio. Famoso è per esempio l’esperimento di Richard Lenski con E. coli. Per macroevoluzione si intende, in sostanza, la nascita di nuove specie, ed essa è stata osservata (si possono fare molti esempi), a differenza di quanto sostengono i creazionisti . Inoltre, la microevoluzione implica la macroevoluzione, considerato un periodo di tempo sufficientemente lungo. Se piccoli cambiamenti evolutivi possono avvenire in un (relativamente) breve periodo di tempo, come si può sostenere che grandi cambiamenti non possano avvenire, dato un periodo di tempo più lungo?

Non è possibile che siamo frutto del caso

La teoria dell’evoluzione non afferma nulla del genere. Questo è un classico esempio di argomento dell’uomo di paglia, in cui invece di contestare la tesi che si vuole confutare, se ne contesta una versione diversa, facilmente smontabile, e si afferma poi di aver confutato l’argomento originale.

Ad essere casuali sono solo le mutazioni, ma la selezione è tutt’altro che casuale. Le mutazioni vantaggiose vengono trasmesse alle generazioni successive perché permettono all’organismo di sopravvivere e quindi riprodursi di più.

Le analogie che di solito vengono proposte, come il tornado che da un insieme di rottami assembla un aereo e la scimmia che digitando a caso sulla tastiera crea la Divina Commedia sono del tutto fuorvianti, perché in entrambi i casi non c’è alcun meccanismo di selezione.

Se ci siamo evoluti dalle scimmie, perché ci sono ancora scimmie?

Questo argomento è talmente sciocco che avrei voluto non includerlo, tuttavia mi è capitato di sentirlo usare seriamente (non sto scherzando). Primo, noi non ci siamo evoluti dalle scimmie che attualmente vivono sul nostro pianeta: noi e le scimmie abbiamo un antenato comune. Secondo, il fatto che una specie si evolva da un’altra non implica che la prima debba scomparire. Per esempio, un gruppo di individui di una specie potrebbe rimanere separato, per qualunque motivo, dal resto della popolazione. Le condizioni ambientali per questo piccolo gruppo potrebbero diventare, per qualunque ragione, molto diverse, mentre potrebbero non mutare per il resto della popolazione. Il gruppo rimasto separato subirebbe dunque una forte pressione selettiva e si trasformerebbe velocemente (in termini evolutivi, non da un giorno all’altro), mentre il resto della popolazione rimarrebbe sostanzialmente uguale. Avremmo dunque una nuova specie derivata da un’altra, che tuttavia continuerebbe a esistere. È solo un esempio ipotetico, ma serve a spiegare un possibile meccanismo che potrebbe portare al risultato di due diverse specie, entrambe viventi, una evolutasi dall’altra.

Non ci sono fossili di transizione

Questa affermazione è semplicemente falsa. Il problema è che i creazionisti non sanno di cosa parlano, quando usano l’espressione “fossili di transizione”. Alcuni vorrebbero trovare fossili che suggeriscano l’esistenza di animali come quello della simpatica immagine che ho inserito all’inizio del post. Invece, sono chiamati fossili di transizione i resti di animali che mostrano caratteristiche intermedie tra altri due. E ce ne sono una grandissima quantità. Una lista (non completa) è presente su Wikipedia.

Un concetto simile è quello di “anello mancante”, che tuttavia viene usato di solito da chi vuole criticare l’evoluzione senza conoscerla, con particolare riferimento all’evoluzione “dalla scimmia all’uomo” (altro concetto errato, come ho spiegato appena qui sopra). L’idea di un anello mancante si basa infatti su una rappresentazione errata della teoria, una catena evolutiva lineare, mentre un’analogia più corretta sarebbe un albero con tutte le sue ramificazioni. Per questo si usa il termine più corretto “fossile di transizione”.

Il secondo principio della termodinamica contraddice l’evoluzione

Il secondo principio della termodinamica afferma che l’entropia in un sistema isolato non può mai diminuire nel tempo. Secondo i creazionisti, il secondo principio della termodinamica afferma che tutto evolve verso il disordine, e quindi l’evoluzione (che crea organismi più complessi e quindi “ordinati”) è impossibile.

Le due formulazioni non sono equivalenti. La prima è corretta, la seconda è, molto semplicemente, errata. L’entropia (il “disordine”) deve essere crescente solo in un sistema isolato, cioè un sistema che non scambia materia ed energia con l’esterno. La Terra non è un sistema isolato, dato che riceve grandissime quantità di energia dal Sole. In un sistema aperto l’entropia può diminuire. Una diminuzione locale dell’entropia sarà compensata da un aumento maggiore dell’entropia nel resto dell’universo (considerando l’universo nel suo complesso come un sistema isolato). L’evoluzione è assolutamente in accordo con il secondo principio della termodinamica, come diversi studi sull’argomento hanno dimostrato.

Questi sono di gran lunga gli argomenti più gettonati. Mi è capitato diverse volte, in passato, di discutere su internet con creazionisti di vario tipo, e le loro affermazioni erano sempre una qualche variazione di quelle che ho riportato qui. La mia esperienza è che discutere con i creazionisti è inutile, se si vuole far loro cambiare idea, perché di solito non sono interessati ai fatti, ma solo a negare la realtà che è in contrasto con le loro credenze religiose irrazionali. Tuttavia, spesso queste discussioni mi hanno portato a documentarmi e a scoprire nuove cose su questo affascinante argomento, e in questo senso è stato molto utile, non per loro ma per il sottoscritto. E alla fine è ciò che mi interessa.

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