Religione

Uniti nell’oscurantismo

L’atteso incontro tra papa Francesco e il patriarca di Mosca Kirill è un ottimo esempio dell’alleanza delle religioni quando si tratta di imporre i propri “valori” e di lottare contro il progresso civile della società e i diritti delle persone che la compongono. Nella dichiarazione comune firmata dai due primati, infatti, molti sono i riferimenti espliciti contro il riconoscimento di diritti fondamentali per una società civile, moderna e avanzata.

Dopo lo scontato ringraziamento a Dio per questo incontro e l’altrettanto scontata condanna delle persecuzioni contro i cristiani nel Medio Oriente (evidentemente, tutti i perseguitati che per loro (s)fortuna non sono cristiani non meritano la stessa attenzione), il documento esprime preoccupazione per le limitazioni della libertà religiosa. Ironico che, proprio nella frase successiva, esso lamenti la secolarizzazione di molti paesi, dato che la secolarizzazione e la laicità sono le condizioni necessarie perché quella libertà religiosa che viene invocata sia effettivamente garantita: solo una società che non privilegia una particolare confessione, quindi una società laica e secolarizzata, può infatti garantire che tutte le pratiche religiose siano libere e sullo stesso piano. Questo è il vero significato di libertà religiosa, non certo la pretesa delle chiese di imporre a tutti i propri precetti, magari sulla base di presunte “radici cristiane”, citate nel paragrafo successivo della dichiarazione.

Qualche paragrafo più sotto, il documento esprime rammarico per il fatto che in molti paesi occidentali forme di convivenza diverse dalla famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna siano messe sullo stesso piano. Il riferimento è chiaramente alle famiglie formate da persone omosessuali. Esprimere rammarico perché diverse forme di famiglia siano considerate con pari dignità, come è giusto che sia sulla base del principio di uguaglianza sancito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, è un atto eticamente riprovevole, tanto quanto lo sarebbe esprimersi contro le famiglie formate da persone di etnia diversa. In molti paesi gli omosessuali sono perseguitati e chi lotta contro i loro diritti umani è complice.

Non può mancare il richiamo alla “difesa della vita”, che consiste, naturalmente, nel rifiuto dell’aborto e dell’eutanasia. Si tratta di un’abile strategia di marketing (chi è che si direbbe contrario a difendere la vita?), perché l’obiettivo reale è la negazione dell’autodeterminazione dell’individuo. Quando si parla di aborto non si può dimenticare che la donna ha tutto il diritto di decidere del proprio corpo, che non è un’incubatrice e che il suo diritto all’autodeterminazione prevale sul presunto diritto alla vita di un feto di poche settimane, totalmente inconsapevole della propria esistenza. Nei paesi dove questo diritto è negato, le conseguenze per la salute e la vita delle donne sono gravissime (si veda, a titolo di esempio il rapporto di Amnesty International del 2009 sulla situazione in Nicaragua). Per quanto riguarda l’eutanasia, la questione è ancora più semplice: della mia vita decido io, non il papa o qualche altro esponente religioso, sedicente rappresentante di una divinità la cui esistenza nego fermamente.

Viene poi espressa preoccupazione per lo sviluppo di tecniche di procreazione assistita, in quanto illecita “manipolazione della vita umana”. Nessuna parola sulla manipolazione della mente umana in generale, e dei bambini in particolare, fatta attraverso l’educazione religiosa…

Naturalmente, tutto ciò non è minimamente sorprendente, non viene detto nulla di nuovo: le posizioni delle chiese cristiane in tema di dignità umana e diritti civili erano retrograde in passato e tali rimangono, con buona pace di tutti i fan di papa Francesco, che vorrebbero vederlo come un “progressista” o un “innovatore”. Questo documento non fa che confermare ciò che sappiamo da sempre: per una società più giusta, civile, rispettosa della dignità e dei diritti umani, bisogna lottare contro la religione e il suo oscurantismo.

Advertisements

2 thoughts on “Uniti nell’oscurantismo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...