Religione

Il cardinale Pell ammette gli “errori” della Chiesa sui preti pedofili

Si è svolta ieri sera la prima deposizione del cardinale Pell davanti alla commissione governativa australiana che indaga sugli abusi sessuali commessi da diversi sacerdoti nelle diocesi di Ballarat, Melbourne e Sydney, dove Pell è stato prete e poi vescovo. Per motivi di salute, gli è stato concesso di parlare da Roma in videoconferenza. Per l’occasione, sono arrivate dall’Australia alcune delle vittime di Ballarat, che hanno assistito alla deposizione.

Il cardinale è sotto accusa per il modo in cui sono state gestite le denunce di abusi: per decenni la prassi all’interno della Chiesa è stata quella di insabbiare le accuse e trasferire i sacerdoti pedofili in altre parrocchie per evitare scandali, consentendo in molti casi il ripetersi delle violenze su nuove vittime. Pell ha subito dichiarato di non avere intenzione di “difendere l’indifendibile”. Secondo il cardinale, “la Chiesa ha commesso dei gravissimi errori” nel gestire i crimini dei suoi sacerdoti. Pell ammette di aver commesso lui stesso degli errori, principalmente di aver spesso creduto ai preti che negavano gli abusi di cui erano accusati dalle vittime.

Ormai gli scandali sui preti pedofili sono scoppiati in tutto il mondo, tanto che persino la Chiesa è stata costretta ad ammettere la gravità del problema. Tuttavia, chiamare “errori” la sistematica copertura degli abusi, il trasferimento dei responsabili in nuove parrocchie, che ha spesso consentito loro di fare nuove vittime, e il rifiuto di denunciarli alle autorità civili mi sembra un po’ un eufemismo…

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