Religione

Preti pedofili e privacy

È tornato di attualità il tema dei preti pedofili, anche per merito di Il caso Spotlight, vincitore del premio Oscar come miglior film, che racconta l’inchiesta del Boston Globe sugli abusi sessuali del clero cattolico. La Chiesa ha enormi responsabilità nell’aver protetto per decenni i sacerdoti colpevoli di uno dei crimini più odiosi immaginabili, evitando di denunciarli alle autorità civili e trasferendoli da una parrocchia all’altra, avendo come unico obiettivo quello di prevenire scandali pubblici che avrebbero danneggiato la sua reputazione e la sua immagine. Eppure, nonostante ormai lo scandalo sia scoppiato in tutto il mondo, alcuni vescovi non sembrano aver capito la gravità del crimine e la responsabilità di chi decide di non denunciare i colpevoli.

Una delle scuse più gettonate da certi prelati è che denunciare gli abusi sarebbe una violazione della privacy delle vittime. Secondo loro, a quanto pare, permettere ai pedofili all’interno del clero di sfuggire alla giustizia (e spesso continuare ad abusare) servirebbe a tutelare le vittime! Dichiarazioni che hanno suscitato ilarità e soprattutto indignazione, tanto che persino il Vaticano si è visto costretto recentemente a intervenire, dichiarando invece che la denuncia è un dovere morale.

L’ultima affermazione di questo tipo è di monsignor Sigalini, che ha dichiarato a Radio Anch’io su Rai Radio 1 che non spetta a lui denunciare, perché violerebbe la privacy della famiglia della vittima e metterebbe il figlio in piazza. Ma a smentire il vescovo, questa volta, è direttamente il garante per la protezione dei dati personali, che afferma:

“Riguardo alle dichiarazioni rese da Monsignor Sigalini a “Radio Anch’io” è necessario precisare che denunciare, doverosamente all’autorità giudiziaria, gli abusi subiti da minori non vuol dire affatto mettere i bambini “in piazza”, ma tutelarne i diritti fondamentali.

E ovviamente il Codice privacy non prevede alcun divieto o limitazione in tal senso: accorda ai minori una tutela rafforzata ma da chi ne violi la dignità e non certo da chi, come l’autorità giudiziaria,  è tenuta a proteggerli.

Su questi temi occorre essere precisi per non ingenerare false convinzioni”.

L’ennesima figuraccia per la Chiesa, la cui credibilità è stata pesantemente minata dallo scandalo pedofilia.

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