Varie

Il caso Spotlight

spotlight-poster

Ammetto di non essere un grande appassionato di cinema. Non mi dispiace ogni tanto andare a vedere un film, ma difficilmente la sento come una necessità. Ci sono delle eccezioni, naturalmente, e Spotlight (o Il caso Spotlight, nella versione italiana) è senza dubbio una di queste. Diretto da Tom McCarthy, il film racconta l’inchiesta che valse al Boston Globe il premio Pulitzer di pubblico servizio nel 2003. “Spotlight” è il nome della squadra giornalistica d’inchiesta che indagò sugli abusi sessuali commessi da numerosi sacerdoti cattolici nella diocesi di Boston e sull’insabbiamento da parte delle gerarchie ecclesiastiche e in particolare del cardinale Bernard Law. Una vicenda che in Italia ha avuto molto poco risalto, in parte perché all’epoca l’attenzione del mondo era rivolta agli attentati dell’11 settembre 2001, in parte, senza dubbio, a causa dell’asservimento dei media nostrani alla Chiesa cattolica. Il cardinale Law, per inciso, si dimise da arcivescovo di Boston a causa dello scandalo, ma due anni dopo fu nominato arciprete della basilica di Santa Maria Maggiore a Roma da papa Giovanni Paolo II. Non proprio quella che si definisce una punizione esemplare…

Sono andato a vedere Spotlight ieri sera, in lingua originale con sottotitoli in italiano. Considerando l’interesse per il tema trattato (non è un mistero la mia opinione, tutt’altro che lusinghiera, sulla Chiesa cattolica) e il fatto che, pochi giorni fa, è stato premiato con il premio Oscar come Miglior film, le mie aspettative erano alte. Non sono rimasto deluso.

Il film è totalmente incentrato sul lavoro di indagine dei giornalisti. Non ci sono grandi sensazionalismi o effetti speciali, ma il ritmo è sempre incalzante e non risulta mai noioso. Il nuovo direttore del Boston Globe, Marty Baron, decide di mobilitare il team “Spotlight”, un piccolo gruppo di giornalisti d’inchiesta, per andare più a fondo nel caso di un prete accusato di numerosi abusi sessuali su minori, padre Geoghan. C’è infatti un avvocato delle vittime di abusi, Mitchell Garabedian, che sostiene che il cardinale Bernard Law, arcivescovo di Boston, pur essendo a conoscenza delle tendenze del sacerdote non ha fatto nulla per impedirgli di molestare altri bambini. I quattro membri di “Spotlight” scoprono pian piano che il caso di Geoghan, da cui l’indagine ha preso il via, costituisce solo la punta dell’iceberg: il numero di sacerdoti coinvolti è spaventoso, ma soprattutto diventa sempre più evidente l’insabbiamento sistematico da parte della Chiesa.

Alla fine del film, prima dei titoli di coda, viene mostrato un lunghissimo elenco di città, negli Stati Uniti e nel resto del mondo, in cui sono stati scoperti moltissimi casi di pedofilia da parte del clero. A quanto pare, però, non è indicata nessuna città italiana, nonostante siano più di cento i sacerdoti condannati in via definitiva nel nostro paese.

Per concludere, il mio consiglio è di andarlo a vedere, sia perché merita di per sé, sia perché racconta dei fatti che tutti dovrebbero conoscere, soprattutto in un paese a maggioranza cattolica come l’Italia.

Annunci

6 thoughts on “Il caso Spotlight

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...