Religione

Operazione marketing “papa Francesco”, tre anni dopo…

Sono passati tre anni dall’inizio del pontificato di papa Francesco. Fin da subito Bergoglio è stato elogiato sia dai media, e la cosa non sorprende, sia da tanti sedicenti laici per il suo essere “moderno, aperto, riformatore”. La famosa frase “chi sono io per giudicare”, riferita agli omosessuali, è ormai diventata un simbolo di un papa buono, che si contrappone alla rigidità dottrinale del suo predecessore. Eppure, se si guardano i fatti, nulla è cambiato in questi tre anni, se non il modo di comunicare: si tratta sostanzialmente di una grande operazione di marketing.

Intendiamoci, non c’è nulla di sorprendente nel constatare che la dottrina della Chiesa su temi come l’omosessualità, l’aborto e la contraccezione o il fine vita non sia cambiata di una virgola. Il papa fa il papa, indipendentemente dal sorriso che ha stampato sulla faccia. Sorprende invece vedere tanti laici che si sono lasciati abbindolare dalla propaganda cattolica, quando i fatti dimostrano che la Chiesa è sempre la stessa istituzione intollerante e retrograda.

Farò solo qualche esempio, a cominciare proprio da quel “chi sono io per giudicare” che viene tanto citato. Al di là della frase a effetto a beneficio dei media, la posizione della Chiesa (e dello stesso Bergoglio) sull’omosessualità è sempre la stessa. Essa viene considerata “oggettivamente disordinata”, nonostante nella realtà sia una delle normali varianti della sessualità umana; inoltre, la Chiesa continua a opporsi al riconoscimento dei diritti delle famiglie omosessuali e Francesco stesso, in un documento firmato insieme al patriarca della Chiesa ortodossa russa, ha espresso rammarico per il fatto che in molti paesi occidentali diversi tipi di famiglia siano considerati sullo stesso piano dal punto di vista dei diritti e della dignità. Durante la sua visita in America, ha incontrato Kim Davis, la funzionaria del Kentucky finita in carcere per essersi rifiutata, per motivi religiosi, di concedere la licenza per i matrimoni omosessuali, dopo la storica sentenza della Corte Suprema che ha stabilito il diritto al matrimonio egualitario. Infine, non si può non ricordare la reazione del Vaticano al coming out del vescovo Krzysztof Charasma: il prelato è stato immediatamente sollevato dai suoi incarichi dopo aver dichiarato la propria omosessualità e aver affermato di avere un compagno, oltre a criticare la posizione della Chiesa sul tema dell’omosessualità.

È utile confrontare questa reazione con il modo in cui sono stati gestiti per decenni i sacerdoti accusati di abusi sessuali su minori: nascosti alla giustizia, spostati di parrocchia o al massimo “condannati” a una vita di preghiera, il tutto nel silenzio, con grande attenzione per l’immagine della Chiesa e poca o nessuna per il benessere dei bambini. Proprio nella lotta alla pedofilia non si vedono sostanziali cambiamenti. Come sostenuto da Peter Saunders, ex membro della commissione contro gli abusi, “papa Francesco non ha fatto nulla contro la pedofilia“. Saunders, vittima di un sacerdote pedofilo, è stato allontanato in seguito alle sue critiche al cardinale Pell. Pell, accusato da decine di vittime del clero australiano di essere stato a conoscenza degli abusi quando era arcivescovo a Melbourne e di non aver fatto nulla per prevenirli, è “ministro dell’economia” del Vaticano e uno degli uomini più vicini a papa Francesco.

Anche su temi come l’aborto e la contraccezione la posizione della Chiesa è rimasta la stessa. Mentre in molti paesi africani si continua a morire a causa dell’AIDS, i cattolici si oppongono all’utilizzo del preservativo. Inoltre, al di là del problema delle malattie sessualmente trasmissibili, essere contro l’aborto e allo stesso tempo opporsi al metodo più efficace per prevenirlo è ridicolo e incoerente. L’opposizione all’aborto ha gravi conseguenze per i diritti umani e può mettere seriamente a rischio la vita delle donne. Le leggi più restrittive in materia sono sempre appoggiate dal clero.

Infine, non mancano gli scandali di natura finanziaria. È vero che, su questo fronte, il papa ha cercato di portare qualche cambiamento, tuttavia le riforme sono state, finora, poco efficaci. I libri Via Crucis di Gianluigi Nuzzi e Avarizia di Emiliano Fittipaldi hanno messo in luce numerosi episodi poco edificanti, uno su tutti l’utilizzo dei soldi destinati all’ospedale Bambin Gesù per ristrutturare l’attico del cardinale Tarcisio Bertone. I due giornalisti italiani, che hanno semplicemente fatto il loro lavoro raccontando fatti di interesse pubblico, sono ora a processo in Vaticano per la divulgazione di documenti segreti. Un vergognoso attacco alla libertà di stampa da parte della Chiesa, decisamente in contrasto con l’immagine di apertura e modernità a cui molti vogliono credere.

In conclusione, papa Francesco non è altro che una grande operazione di marketing e comunicazione. La Chiesa resta la stessa istituzione retrograda di sempre, e per questo è necessario continuare a opporsi a essa con un sano anticlericalismo.

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5 thoughts on “Operazione marketing “papa Francesco”, tre anni dopo…

  1. Grande!..proprio bello!
    E Giusto..aggiungerei solo una piccola cosa:
    Non e’ il Papa, la colossale OPERAZIONE di MARKETING.
    E’ TUTTA LA CHIESA..e TUTTO IL CATTOLICESIMO.

    Qualcuno si chiedera’: PERCHE’?

    Gran parte delle risposte FUNZIONALI e APPLICABILI, io le ho trovate, nel CAPITALE di MARX.
    E fino a quando, l’umanita’, non uscira’ da questo stato di LETARGIA MENTALE…questo INDOTTRINAMENTO ” COERCITIVO”, non finira’ mai!
    ORA:
    e’ anche vero, che ” ognuno e’ responsabile, delle proprie consizioni”…IGNORANZA compresa…ma fa COMUNQUE MALE, vedere che trattano gli esseri umani, come DEFICIENTI..
    E non dovremmo meravigliarci, della PEDOFILIA…( che e’ una diretta conseguenza della coercizione mentale).
    Chissa’ mai se..e quando..pagheranno per tutti questi crimini all’Umanita’.
    Che desolazione e tristezza.
    Ciao a Te..

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