Diritti · Scienza

Respinto il ricorso sul divieto alla ricerca sugli embrioni

Poteva essere il colpo finale contro la vergognosa legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita, invece ieri la Consulta ha dichiarato inammissibile il ricorso sul divieto di donare alla ricerca gli embrioni che non possono essere impiantati. La scelta, secondo i giudici, spetta al legislatore.

Con diverse sentenze nel corso degli anni, la Corte Costituzionale ha quasi completamente smontato l’impianto della legge 40. Le illecite limitazioni imposte dal legislatore clericale e abolite dai giudici sono le seguenti:

  • il divieto di produzione di più di tre embrioni e l’obbligo dell’impianto contemporaneo di tutti gli embrioni prodotti;
  • il divieto della fecondazione eterologa;
  • il divieto di accesso alle tecniche di procreazione assistita alle coppie fertili portatrici di patologie genetiche;
  • il divieto di selezione degli embrioni sani.

La legge 40 è la dimostrazione che una legge fatta seguendo i dettami della Chiesa è spesso incompatibile con i diritti delle persone sanciti dalla Costituzione. Il che implica, per inciso, che i principi cattolici, al di fuori della sfera privata, sono spesso incompatibili con una società civile. Il che, a sua volta, dimostra la necessità di uno stato laico.

La decisione di non decidere in questo caso, al di là delle motivazioni giuridiche che non sono competente a giudicare, è una sconfitta per la ricerca e soprattutto per le persone affette da malattie per cui la sperimentazione sugli embrioni può dare qualche speranza di trovare una cura. Il divieto imposto dalla legge non sarà in contrasto con la Costituzione, ma certamente lo è con il buonsenso: qual è la logica di impedire di fare ricerca utilizzando embrioni che, diversamente, verrebbero alla fine semplicemente buttati?

Dato che la decisione spetta al legislatore, è necessario che il legislatore si attivi per abolire questo assurdo divieto. L’Associazione Luca Coscioni ha creato una petizione al parlamento che invito tutti a firmare.

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