Ateismo · Religione

Un altro blogger ateo ucciso in Bangladesh

islam

In Bangladesh continuano gli omicidi di blogger e attivisti laici e atei da parte degli estremisti islamici. L’uccisione di Nazimuddin Samad è solo l’ultima di una lunga serie nel paese asiatico, in cui può costare la vita esercitare il diritto alla libertà di espressione e di critica nei confronti della religione. L’anno scorso almeno altre quattro persone erano state uccise a colpi di machete in nome di Allah. Nonostante l’arresto di alcuni membri di un gruppo fondamentalista, ancora non c’è stato alcun processo, mentre il numero di morti continua ad aumentare.

Il giovane Samad criticava in particolare l’estremismo islamico, anche tramite la sua pagina Facebook. Nel 2013, il suo nome era stato inserito in una lista di blogger atei che un gruppo fondamentalista aveva presentato al governo del paese per chiedere che fossero arrestati per blasfemia.

Questa è l’ennesima dimostrazione di come la religione sia una fonte di odio, che spesso porta a commettere crimini e violenze contro chi si permette di criticarla. Il che, ironicamente, non fa che dimostrare che i critici della religione hanno perfettamente ragione.

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