Libertà · Religione

I blogger atei uccisi in Bangladesh “se la sono andata a cercare”

Qualche giorno fa avevo scritto un post a proposito del blogger ateo ucciso in Bangladesh da estremisti islamici. È solo l’ultimo di una serie di omicidi contro persone che hanno osato promuovere il laicismo e criticare la religione su internet. La risposta del governo? Incolpare le vittime! Invece di prendere provvedimenti per garantire la sicurezza dei propri cittadini, il governo di un paese che si definisce laico e democratico sostiene che bisogna stare attenti a non offendere le credenze religiose altrui. In sostanza, se uno viene ammazzato per aver espresso liberamente il proprio pensiero, se l’è andata a cercare.

Questo atteggiamento non è particolarmente sorprendente, purtroppo. Basti pensare che, dopo le stragi di Charlie Hebdo, papa Francesco, innovatore e moderno capo di una religione tollerante come quella cattolica, sostenne praticamente la stessa cosa: con una simpaticissima metafora, dichiarò che se uno insulta sua madre si deve aspettare un pugno. È normale. Il tizio a cui dovrebbe ispirarsi diceva qualcosa di diverso, ma sono dettagli…

L’idea che la violenza sia colpa delle vittime ricorda molto da vicino l’atteggiamento di chi incolpa le donne e il loro modo di vestire nei casi di stupro. Non è per nulla sorprendente, ma non per questo è meno disgustoso, scoprire che affermazioni del genere possano venire da un prete.

C’è chi ritiene che alcune idee non debbano essere criticate, debbano essere rispettate a prescindere, al punto da giustificare, più o meno esplicitamente, chi utilizza la violenza contro coloro che non si sottomettono a questa assurda e illecita limitazione alla libertà di espressione. Questo, unito al fatto che le credenze religiose sono irrazionali e ridicole, e vengono troppo spesso utilizzate come giustificazione per negare i diritti e la dignità altrui, è un motivo più che valido per continuare a criticare e opporsi al pensiero religioso.

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4 thoughts on “I blogger atei uccisi in Bangladesh “se la sono andata a cercare”

  1. Fatemi capire, atei saccenti e supponenti!
    La facoltà di critica, spesso blasfema, apparterrebbe solo al pensiero scientista ed antiumanista, che può spenderla con aggressività spesso pregna di livore degno di miglior causa?!
    Se si, rassegniamoci al “vituperio delle genti”, allo squallido asservimento al turpiloquio intellettuale che anzicchè riflettere sul senso cosmico dell’etica e della mistica, si abbandona a sproloquiare su atteggiamenti banali di ordinaria convivenza!
    A molti parrebbe buonsenso osservare che ogni aggressore, fisico od intellettuale, debba aspettarsi una reazione più o meno proporzionale!
    Sta nella natura biologica della vita che ha selezionato in questo modo anche la nostra specie!
    Per fortuna che qualcuno o qualcosa ha dotato l’intelligenza umana di capacità critica, che non tutti adoperano con giudizio!🙄😳🤓🌈

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  2. Ma nemmeno per sogno! La critica delle idee, la satira e la ridicolizzazione di concetti che, parliamoci chiaro, SONO ridicoli è un DIRITTO: si chiama “libertà di espressione”. Ammazzare qualcuno perché quello che dice non ti piace, invece, è un crimine. In qualunque società civile, che abbia fatto propria la “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”, che non a caso riporto in un’apposita pagina del blog, è inaccettabile che si giustifichi, anche solo parzialmente, chi risponde con la violenza fisica alla libera espressione del pensiero.

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  3. Quando l’aggressività della critica si trasforma in violenza intellettuale, capace di provocare reazioni in linea con la scarsa socialità tipica della nostra specie, essa si fa crimine, no di fronte alle leggi di chi ha sottoscritto la “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” ma della più universale etica biologica della stessa!
    Nella nostra società complessa vanno stigmatizzati comportamenti in contrasto con la convivenza pacifica delle comunità!
    Non sono i convincimenti mistici a nuocere, ma la loro trasformazione in guerra intellettuale!
    Se imparassimo tutti a tenere separati trascendenza e governo dell’esistenza fisica ( come disse un povero Cristo😇)
    avremmo forse più energie da dedicare alla soluzione dei problemi di convivenza che le incredibili differenze culturali e sensibilità rendono complessi!
    Come insegna la fisica, ogni azione implica una reazione energeticamente proporzionale!
    Sta all’intelligenza dei contendenti contenere la dispersione energetica nei limiti che non procurino reciproci impensabili danni!🌈

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