Religione

Benedizioni e preghiere nella scuola pubblica

In un liceo di Aversa (Caserta), la preside convoca i maturandi in aula magna per un momento di preghiera e per la “benedizione delle penne” che useranno all’esame. Ennesimo esempio di invadenza clericale nella scuola pubblica. Secondo quanto riporta l’articolo del Corriere che ho linkato, l’insegnante di religione, tra i promotori dell’iniziativa, “si stupisce delle polemiche” che la vicenda sta suscitando: la prevaricazione nei confronti di coloro che hanno una visione del mondo che non comprende le superstizioni cattoliche è talmente “normale”, che quando ne viene messa in discussione la legittimità questi cadono dalle nuvole. Ma, ci tiene a precisare, non si tratta di superstizione: excusatio non petita, accusatio manifesta, si dice in latino… La preside si chiede di cosa dovrebbero vergognarsi. Il fatto che nel 2016 si pratichino riti magici e superstiziosi, e che siano legati a una particolare religione non dà certo loro maggiore dignità, dovrebbe essere un motivo sufficiente, ma ancora più grave è che essi vengano promossi dalla scuola pubblica, che dovrebbe essere laica.

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