Ateismo

Un delitto senza vittime

Il 30 settembre è l’International Blasphemy Day, istituito per la prima volta nel 2009 dall’associazione Center for Inquiry. In troppi paesi nel mondo la blasfemia è sanzionata, a volte con una semplice multa, altre con il carcere o addirittura la pena di morte. La blasfemia è un crimine immaginario e privo di vittime. Punire la blasfemia è un inaccettabile attacco alla libertà di espressione. Ripropongo questo post sul tema che avevo scritto qualche mese fa.

Io, ateo

Nel 1988 esce il romanzo I versi satanici dello scrittore indiano Salman Rushdie. Il libro viene considerato blasfemo a causa delle allusioni alla figura di Maometto e viene bandito in diversi paesi a maggioranza musulmana. Nel febbraio del 1989 l’ayatollah Khomeyni, capo spirituale e politico in Iran, emette una fatwā con cui lo scrittore viene condannato a morte, con una taglia di tre milioni di dollari. Rushdie è costretto per anni a nascondersi e a vivere sotto la protezione della polizia in Gran Bretagna. La vicenda causa, oltre alla rottura delle relazioni diplomatiche tra Regno Unito e Iran, episodi di violenza in giro per il mondo. Copie del libro vengono bruciate pubblicamente e alcuni dei “colpevoli” della traduzione del romanzo vengono feriti o uccisi.

La fatwānon è mai stata ritirata, anzi, più volte è stata confermata. E pochi giorni fa, in occasione dell’anniversario della condanna, quaranta organizzazioni dei…

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