Diritti · Laicità

Serve una legge laica sul fine vita

Sono anni che nel nostro paese si parla di eutanasia, suicidio assistito, testamento biologico. Quando era di attualità il caso di Eluana Englaro il “fine vita” divenne improvvisamente il tema più importante nel dibattito politico italiano, l’oggetto dello scontro tra laici e cattolici. La legge che venne discussa allora, e che fortunatamente non fu mai approvata, era un ottimo esempio di quello che una buona legge sulle “dichiarazioni anticipate di trattamento”, come le chiamano ora, non dovrebbe essere: una legge clericale, sicuramente incostituzionale, che negava l’autodeterminazione del malato, mortificandone la dignità umana e obbligandolo alla tortura di stato.

Otto anni dopo, una legge ancora non c’è. Così, chi vuole morire con dignità non può farlo a casa sua, nel proprio paese, ma è costretto a emigrare in un paese più civile, sempre che possa permetterselo. È ciò che ha fatto Dj Fabo, che ha scelto il suicidio assistito in Svizzera, dopo che i suoi appelli per una legge sul fine vita sono rimasti inascoltati. Essere obbligati ad andarsene dall’Italia per poter morire in maniera dignitosa è indecente: è ora che si approvi una legge. E deve essere una legge laica, che metta al primo posto la dignità e l’autodeterminazione dei malati e non le “direttive” del clero.

I clericali vorrebbero imporre a tutti le loro assurde convinzioni, ma questo è inaccettabile in un paese laico. Chi crede che la propria vita sia “indisponibile”, perché appartiene a una qualche immaginaria divinità, è liberissimo di agire di conseguenza se mai dovesse trovarsi immobilizzato a letto tra insopportabili sofferenze, e lo Stato deve garantirgli questa possibilità; ma allo stesso tempo chi pensa che una sofferenza da cui non c’è alcuna possibilità di uscire sia inutile e priva di significato, e non un modo per avvicinarsi al proprio amico immaginario, deve avere la possibilità di porre fine alla propria vita. In ogni caso, è la volontà del malato quella che conta, perché è a lui o lei, e a nessun altro, che appartiene la sua vita, non al vescovo o al cardinale di turno.

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4 thoughts on “Serve una legge laica sul fine vita

  1. Un’ottima obiezione, anche sul piano religioso, alla chiusura dei cattointegralisti l’ho sentita in tv (e mi spiace non poter citare l’autrice) nel corso di un servizio su Rainews24 sul finevita. Questa signora, da credente, ha dichiarato che se persino Dio ha dato, con il libero arbitrio, la possibilità di uccidere sé stessi non si può pensare che uno stato laico lo vieti.

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  2. Caro fuxino, gli integralisti anti-eutanasia ed anti-aborto ogni tanto citano il giuramento di Ippocrate che secondo loro verrebbe tradito da chi pratica l’aborto o l’eutanasia. Tu che ne dici? E’ proprio vero che questo medico dell’antica Grecia di religione pagana politeista sarebbe stato contrario all’eutanasia ed all’aborto come certi cristiani odierni? Ed in ogni caso questo giuramento non potrebbe essere sorpassato da un’etica più moderna?

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    1. Per fortuna la medicina (e l’etica) sono andate un po’ avanti dai tempi di Ippocrate. Ma non sorprende più di tanto che gli integralisti non se ne siano resi conto.

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