Ateismo

Cose da non dire a un ateo, 1: “Anche l’ateismo è una fede” (Updated with translation)

UPDATE: I added a rough English translation of this post at the end

Questo è (almeno nelle intenzioni) il primo post di una serie. Chi ha fatto “coming out” ateo ed esprime pubblicamente il proprio ateismo concorderà con me: ci sono alcune affermazioni o domande che un credente non dovrebbe mai rivolgere a un ateo, perché offensive, irrispettose o semplicemente sciocche, ma che puntualmente saltano fuori quasi in ogni discussione.

L’esempio classico, con cui inizio questa serie, è “anche l’ateismo è una fede”. La risposta breve è “no, non lo è”. Avevo già spiegato il motivo in un altro post, ma repetita iuvant. Ateismo significa semplicemente non credere all’esistenza di alcuna divinità. È evidente che non serve la fede per non credere a qualcosa di cui non esistono prove: se affermassi che nel mio garage c’è un drago invisibile, non potrei accusare di fideismo chi dichiarasse di non credere nella sua esistenza, anche se non è possibile dimostrare che il drago non c’è. Non ci sono prove che esistano i draghi, invisibili o meno, e ci sono ottime ragioni per dubitarne: fino a prova contraria, è perfettamente sensato non crederci. Lo stesso vale per le divinità: non c’è alcuna prova che esistano e ci sono ottime ragioni per dubitarne. L’unica differenza con il drago è che alle divinità credono moltissime persone. Tuttavia, questa non è un’obiezione valida: l’argumentum ad populum è logicamente fallace. La maggior parte degli atei, inoltre, non avrebbe alcun problema a cambiare opinione di fronte a prove scientificamente valide, tenendo presente che affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie. Lo stesso non si può dire della maggior parte dei credenti, che spesso sulla base della fede religiosa credono a cose smentite dai fatti e sono costretti a negare la realtà e la scienza (come fanno i creazionisti, per esempio) o semplicemente a ignorarle. Ovviamente anche gli atei possono avere atteggiamenti irrazionali e fideistici, come chiunque, ma l’ateismo, di per sé, non lo è per le ragioni spiegate.

Ci sono almeno due motivi per cui ritengo offensiva l’affermazione che l’ateismo sia una fede. Il primo è che chi lo sostiene evidentemente non si è nemmeno preso il disturbo di informarsi sul pensiero del proprio interlocutore prima di criticarlo, e questa è una mancanza di rispetto. Il secondo è che molto spesso gli atei sono cresciuti con un’educazione religiosa, sono stati a loro volta credenti e sono giunti all’ateismo solo dopo un percorso più o meno lungo di riflessione e allontanamento dalla fede. Inoltre, molti di coloro che si definiscono atei prediligono il pensiero critico e razionale, la scienza e rifiutano i dogmi. Sostenere che l’ateismo sia solo una fede opposta a quella religiosa è una mancanza di rispetto verso chi è arrivato a definirsi non credente proprio in seguito al rifiuto dell’approccio fideistico delle religioni, a volte dopo un percorso lungo e non sempre facile.

Infine, trovo piuttosto singolare che molto spesso i credenti, che considerano la fede una virtù, accusino l’ateismo di essere una fede con l’obiettivo di screditarlo. Verrebbe da pensare che si rendano conto, pur non ammettendolo, che la fede è un punto debole della loro posizione, e per questo motivo cerchino di attribuirla anche a noi atei.

English translation: Things you shouldn’t say to an atheist, 1: “Atheism requires faith too”

Disclaimer: English is not my native language.

Anybody who came out as an atheist and talks publicly about his or her atheism will agree that there are some statements or questions that people of faith should never direct to non-believers, because they are rude, disrespectful or simply silly… but those things come out in almost every discussion.

The most classic example is probably “atheism requires faith too”. The short answer to this is “no, it doesn’t”. I already explained why in another post (in Italian), but repetita iuvant. Atheism simply means not believing in the existence of God. It’s obvious that faith is not required for not believing in something for which there isn’t any evidence. If I said that there is an invisible dragon in my garage, it would be absurd to accuse those who don’t believe in its existence of making a leap of faith, even if it’s impossible to demonstrate that the dragon is not there. There is no evidence for the existence of dragons, invisible or not, and there are very good reasons to doubt it, so until proven otherwise it’s perfectly sensible not believing in it. The same is true for God: there is no evidence that he exists and there are very good reasons to doubt it. The only difference is that there are a lot of people actually believing in God. But this is not a valid argument, argumentum ad populum being a logical fallacy. Moreover, the majority of atheists would certainly change their mind if presented with strong scientific evidence, keeping in mind that extraordinary claims require extraordinary evidence. The same cannot be said about the majority of believers, who often believe by faith in things already disproved by facts and have to deny reality and science (like creationists do, for instance) or simply ignore them. Obviously, atheists can act irrationally and have other faith-based beliefs, like everyone, but atheism is not one of them.

There are at least a couple of reasons why I think saying atheism requires faith is rude. First, those who say it obviously didn’t even try to understand what the people they’re talking to actually believe before criticizing them, and that’s disrespectful. Second, atheists are often raised religiously, they have been believers themselves and they became atheists after a more or less long process involving reflection, gradually distancing themselves from faith. Moreover, a lot of atheists favour reason and critical thinking and science, and they refuse dogmas. Stating that atheism is just a faith, same as religious faith but opposite, is disrespectful toward  those who came to identify as atheists precisely because they refused the fideistic approach of religion to reality, often following a long and not easy path.

Finally, I think it’s a bit odd how religious people, who should see faith as a virtue, often accuse atheism of being faith-based in order to discredit it. It’s almost like they know, even if they can’t admit it, that faith is a weak point in their worldview, and so they try to ascribe it to atheists too…

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11 thoughts on “Cose da non dire a un ateo, 1: “Anche l’ateismo è una fede” (Updated with translation)

  1. Caro fuxino hai perfettamente ragione a dire che è offensivo dire ad un ateo che anche il suo ateismo sarebbe una fede, però il rispetto tra atei e credenti dovrebbe essere reciproco, non ti pare che sia offensiva nei riguardi dei credenti anche la tua affermazione secondo la quale la religione sarebbe un insulto alla dignità umana? Secondo te il fatto di essere atei porterebbe in qualche modo ad un comportamento morale superiore rispetto ai credenti, per esempio, del cristianesimo? Secondo te tende a comportarsi meglio, da un punto di vista morale, chi crede in una vita ultraterrena strutturata in paradiso ed inferno oppure chi non crede nell’aldilà?

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    1. 1) L’affermazione che “la religione è un insulto alla dignità umana” non è mia, ma un pezzo di una citazione di Steven Weinberg. A parte ciò, no, non lo ritengo offensivo nei confronti dei credenti: è la mia opinione che ognuno è libero di condividere o meno.
      2) Il fatto di essere atei di per sé non rende moralmente superiori (non necessariamente, intendo). Ma sicuramente ritengo determinati insegnamenti religiosi immorali e contrari a un’etica ragionevole e razionale.
      3) Non c’è necessariamente un collegamento tra credere (o non credere) nell’aldilà e il comportamento (im)morale, ma, come ho detto nel punto due, di sicuro ci sono comportamenti basati su precetti religiosi profondamente immorali.

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  2. Riguardo al fatto che tu qui sopra affermi che i credenti tenderebbero a negare la realtà e la scienza, tu porti l’esempio dei creazionisti. In proposito c’è da dire che tra i credenti cristiani oggigiorno i creazionisti sono una minoranza e i credenti evoluzionisti sono la maggioranza. Tu cosa risponderesti ad un credente evoluzionista che ti dicesse che si, l’uomo si è evoluto da una scimmia ma ciò sarebbe avvenuto secondo un piano stabilito dalla provvidenza e che ad un certo punto dell’evoluzione agli ominidi sarebbe stata infusa un’anima immortale? Cioè a queste affermazioni tu cosa obietteresti? Te lo chiedo perché a me è capitato talvolta di ricevere questo tipo di obiezione da qualche credente di mia conoscenza.

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  3. Caro fuxino, tu qui sopra hai fatto un’interessante affermazione che dice: “ritengo determinati insegnamenti religiosi immorali e contrari ad un’etica ragionevole e razionale”. Vorresti gentilmente farmi alcuni esempi in proposito?

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    1. La dottrina del “peccato originale”, per esempio. Se poi ti riferisci a esempi più concreti su questioni pratiche, ce n’è in abbondanza: dall’opposizione all’aborto a quella alla ricerca sugli embrioni, dall’intolleranza verso l’omosessualità al rifiuto dei mezzi contraccettivi…

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  4. Caro fuxino, tu nella tua risposta qua sopra hai citato la teoria del disegno intelligente. La teoria del disegno intelligente per caso ha a che fare col creazionismo? Oppure è una forma di evoluzionismo cristiano? I sostenitori della teoria dell’intelligent design sono evoluzionisti cristiani?

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    1. La “teoria” (tra virgolette, perché non è una teoria in senso scientifico) È creazionismo. Nel post che ho linkato nell’altro commento mi pare di aver spiegato il motivo.

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  5. Caro fuxino, ho riflettuto su quanto tu dici qua sopra a proposito dell’inesistenza di prove riguardo l’esistenza di Dio e ti dico che, secondo me, dal momento che non esiste alcuna prova ne dell’esistenza di Dio ne della sua inesistenza, non credi che sarebbe meglio dichiararsi agnostici piuttosto che atei, mettendo le due ipotesi sullo stesso piano? Cioè piuttosto che essere sicuri dell’inesistenza di Dio e dell’Aldilà non credi che sarebbe meglio essere agnostici o possibilisti riguardo l’ipotesi dell’esistenza di Dio, del Paradiso o dell’Inferno, mettendo sullo stesso piano le due ipotesi di esistenza/inesistenza appunto di Dio e dell’Aldilà? E questo proprio partendo dal fatto che non ci sono prove ne dell’esistenza ne dell’inesistenza delle suddette realtà metafisiche?

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    1. Come ho già spiegato, è chi afferma che esiste qualcosa che deve fornire le prove. Se io affermassi che tra Marte e Giove c’è una teiera, ecc. ecc.. Le due ipotesi esistenza/inesistenza non sono sullo stesso piano: dovrei essere agnostico sull’esistenza dell’Unicorno Rosa Invisibile, dato che non ci sono prove che esista né che non esista?
      Quanto all’agnosticismo, è un po’ che voglio scrivere un post in proposito, ma poi non so mai cosa scrivere e quindi non l’ho ancora fatto. Ma lo farò prima o poi.

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