Ateismo

Cose da non dire a un ateo, 3: “Gli atei si convertono di fronte alla morte”

An English version of this post can be read below.

C’è questa leggenda secondo cui gli atei smettono di essere tali quando devono confrontarsi con la morte. Chi lo sostiene porta come prova la (presunta) conversione sul letto di morte di qualche ateo famoso, o magari la storia personale di un parente, amico o conoscente che ha trovato la fede in seguito a una grave malattia.

Ci sono vari motivi per cui non bisognerebbe usare questo “argomento” in una discussione. Tanto per cominciare, si tratta di un’affermazione in generale falsa. Basti notare che, se fosse vera, i credenti non avrebbero bisogno di inventarsi conversioni mai avvenute, come ha fatto recentemente un autore cristiano, il quale ha falsamente sostenuto che Christopher Hitchens si sarebbe avvicinato alla fede nell’ultimo periodo della sua vita. Inoltre, anche se fosse vero, non sarebbe certo un argomento contro l’ateismo: qualunque argomento contro l’esistenza di Dio resta valido indipendentemente dal numero di atei che diventano credenti. Infine, sembra una maniera disperata per evitare di dover controbattere realmente agli argomenti altrui. È un po’ come dire “adesso non so come risponderti, ma tanto alla fine mi darai ragione”.

Detto ciò, ammettiamo pure che molti atei cerchino conforto nella fede quando sanno che rimane loro poco da vivere. In pratica, diventano credenti in un momento della loro vita in cui non sono pienamente lucidi e razionali. In effetti, perdere la lucidità è l’unico modo in cui potrei diventare credente. Non mi sembra un gran bello spot per la fede…

English version: Things you shouldn’t say to an atheist, 3: “Atheists find religion when faced with death”

Disclaimer: English is not my native language

There’s a myth about atheists that says they stop being atheists when they have to face death. Those who claim this give as proof the (alleged) deathbed conversion of some famous non-believers, or maybe a personal story involving a relative, friend or acquaintance who has found faith after a serious illness.

There are a few reasons why this “argument” shouldn’t be used in a debate. First of all, the statement is false, generally speaking. Suffice it to say, if it were true, believers wouldn’t need to make up conversions that never happened, like a Christian author recently did, falsely claiming that Christopher Hitchens contemplated conversion at the end of his life. Moreover, even if it were true, that wouldn’t be an argument against atheism at all. Every argument against the existence of God remains valid independently of the number of atheists that become religious. Finally, it seems like a desperate way to avoid answering the other person’s arguments. It’s like saying “now I don’t know how to answer, but you will agree with me at the end”.

All of that said, let’s assume that most atheists seek solace in faith when they know they don’t have much longer to live. This means they become religious when they’re not really lucid and rational. Indeed, losing clarity of thought is the only way I could become a believer. It doesn’t look like a great spot for faith to me…

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2 thoughts on “Cose da non dire a un ateo, 3: “Gli atei si convertono di fronte alla morte”

  1. Caro fuxino, non potresti dedicare un post anche alla sentenza del giudice di Trento sui due bambini nati con la gestazione per altri ed affidati a due genitori omosessuali? Che ne pensi in proposito?

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