Laicità · Religione

Il diavolo esiste, parola di tribunale

Secondo quanto riportato da un articolo del Corriere online, in una causa di separazione il tribunale civile di Milano sostiene che essa non può essere addebitata alla moglie perché, sostanzialmente, è “posseduta”. Italia, stato laico, anno 2017.

Che ci sia ancora qualcuno che crede a superstizioni medievali come le possessioni demoniache è già abbastanza ridicolo e triste, ma che un tribunale possa seriamente avallare queste sciocchezze è inaccettabile. Addirittura si riportano le opinioni di “esorcisti” (mi viene da ridere) come se avessero qualche valore. Perché non sentire il parere di un astrologo o un sensitivo? Dato che c’erano…

A volte mi si chiede cosa mi importa se la gente crede, perché me la prendo con la religione. Ecco, il fatto che il pensiero religioso sia così diffuso da portare ad assurdità come questa è già da solo un ottimo motivo per combatterlo e non stare zitti.

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4 thoughts on “Il diavolo esiste, parola di tribunale

  1. La religiosità non è una forma di “ragion critica” ma uno strumento di connessione fra misticismo e trascendenza divina!
    Un desiderio limbico di comunicare sè stessi all’ambiente universale che ci accoglie e di ottenere risposte che ne soddisfino l’emotività!
    Le religioni sono strumenti per codificare quel linguaggio, ed in tal senso hanno una funzione determinante nell’appagare le istanze umane che pretendono di trasformare la banalità dell’esistenza vegetativa in speranza di eternità!
    In ciò la ragione c’entra come i cavoli a merenda!
    Ma una religione “imposta” da un dio, è assai più appagante delle regole imposte da un’ideologia terrena!
    Purtroppo le religioni abbisognano di ministri della fede che ne perpetuino i messaggi…e di perpetuazione in perpetuazione spesso diventano stimoli all’ integralismo superstizioso!
    Battagliare contro ciò non solo è lecito ma oserei dire doveroso per chi conservi un minimo di fede😂 nell’umanità ed in chi le ha dato “il ben dell’intelletto”😇
    Ma tutto ciò cosa ha a che fare con teismo ed ateismo! 🙄

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  2. Il pensiero religioso è una forma di pensiero irrazionale e le religioni istituzionali legittimano questa irrazionalità, al punto che essa compare in ambiti in cui non dovrebbe avere alcun posto, e qui ne abbiamo un esempio lampante. Quindi, direi che c’entra eccome con teismo e ateismo e con le motivazioni per cui mi oppongo al primo.

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    1. L’irrazionalità del pensiero religioso, stante la sua origine limbica, è lapalissiana per il pensiero razionale che origina dal connettoma!
      C’è da chiedersi quale dei due decodifichi meglio l’essenza ultima dell’esistenza!
      La presunta razionalità che analizza le percezioni endogene e ne trae certezze oggettive, potrebbe essere un limite enorme alla capacità di conoscere quell’essenza!
      Naturalmente parliamo di filosofia, che non è esattamente materia edibile!😂
      Concordo che la religione trasformata da cultura in superstizione ne squalifichi gli obiettivi etici che il trascendente suggerisce all’immanente, ma la legge, che è fatta per tutti, deve tenere conto anche di fatti soggettivi che giustificano ad esempio un “posseduto” che si senta veramente tale!
      Conosco individui disposti a tutto se li costringi a rinnegare l’oroscopo quotidiano…e non solo ignoranti cialtroni!
      Combatterne la demenza non serve a migliorare una società che crede nel “libero pensiero” !😂
      E Dio c’entra poco se non per aver a suo tempo commesso l’errore di lasciarci il libero arbitrio!😂😂😂

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  3. La legge di uno stato laico non può avallare credenze prive di fondamento basate su una qualche visione religiosa, fosse anche quella della maggioranza (che poi non è nemmeno questo il caso, perché, per quanto i cattolici siano la maggioranza in Italia, dubito che la maggior parte di essi credano alla realtà delle possessioni demoniache, ma magari sono troppo ottimista…).
    Detto ciò, a me non interessa costringere nessuno a rinnegare le proprie credenze, fino a quando queste rimangono nella sfera personale e non vengono usate per limitare la libertà altrui.

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