Ateismo · Religione · Scienza

O scienza o religione

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Scienza e religione sono compatibili? Molti, credenti e atei, teologi e scienziati, laici e religiosi ritengono di sì. Il fatto che la scienza non sia in contrasto con la religione è spesso dato quasi per scontato, anche se ci sono posizioni diverse su quale sia il loro rapporto: da chi ritiene che scienza e religione si occupino di ambiti del tutto diversi e separati, i cosiddetti “magisteri non sovrapposti” di cui parlava Stephen J. Gould, che per definizione non possono essere in contrasto, a chi sostiene che la scienza confermi le affermazioni fatte dalla religione.

La tesi di questo libro di Jerry A. Coyne, biologo evoluzionista e genetista, è quella opposta, che personalmente condivido: scienza e religione sono incompatibili. L’incompatibilità non è solo nel metodo utilizzato per raggiungere la “verità”, il metodo scientifico contro la fede e l’autorità, ma anche nelle affermazioni sulla realtà: perché, contrariamente a quanto sosteneva Gould, la religione si occupa di questioni empiriche, facendo affermazioni che contrastano spesso con i risultati della ricerca scientifica. I “magisteri non sovrapposti” finiscono quindi per sovrapporsi. I numerosi tentativi di conciliare religione e scienza non convincono, o perché finiscono per trasformare la religione in una forma di deismo indistinguibile dall’agnosticismo, che non ha nulla a che fare con la religione come è intesa e praticata dalla maggioranza delle persone, o perché portano a ignorare o negare quegli sviluppi scientifici che sono in contrasto con le affermazioni di fede a cui non è possibile rinunciare. In particolare, uno dei bersagli preferiti dei credenti è l’evoluzione, aspetto su cui l’autore si sofferma a lungo, essendo un biologo. In particolare, è l’evoluzione umana a creare problemi alla religione, perché mette l’uomo sullo stesso piano di tutte le altre specie viventi, in contrasto con l’idea cristiana, e non solo, che l’uomo sia stato creato a immagine e somiglianza di Dio.

Oltre ad analizzare questi e altri tentativi di conciliare scienza e religione, e i motivi per cui falliscono, il libro parla anche delle ragioni per cui la questione non è solamente accademica, ma ha importanti ricadute pratiche, sia sui singoli che sulla società: dai genitori che lasciano morire i figli perché rifiutano di sottoporli a cure mediche per motivi religiosi, all’opposizione delle chiese alla ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali. Questi e altri esempi mostrano chiaramente il conflitto tra religione e scienza e le sue conseguenze.

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6 thoughts on “O scienza o religione

  1. Un modo forse un po’ banale di confrontare due aspetti dell’esistenza che, riguardando due ambiti ben distinti dell’intelletto umano, quello mistico e quello razionale, sono a parer mio assolutamente compatibili!
    La scienza, nella sua ricerca sempre più sofisticata spiega il modus operandi che alcuni riferiscono a Dio ed altri a…costanti cosmologiche😂
    Le religioni non sono diverse dalle correnti di pensiero scientifico non allineate!
    I loro culti, quasi sempre interpreti di messaggi divini allineati all’etica corrente delle comunità che li praticano, sono spesso in contrasto con l’evidenza scientifica…ma ciò sta nella natura dell’intelletto umano che si disperde in particolari esistenziali insignificanti, e trascura di concentrarsi sul senso della realtà!
    Senza una qualsiasi etica di specie, all’origine del sentimento religioso che il misticismo limbico determina, è difficile immaginare una scienza che governi il mondo!
    E senza una scienza che indaghi laicamente sui processi della creazione che molti attribuiscono a Dio, è impossibile affidare le nostre certezze a chiacchiere di sacrestia!
    Per questo si!
    Scienza e religione possono…anzi devono convivere! 😇🥂🌈

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    1. Caro Ugo, che scienza e religione siano compatibili è opinione diffusa, ma lo scopo di questo libro è proprio di argomentare contro questa tesi. Rimando alla lettura del libro per i dettagli.

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  2. Ho esordito sulla “banalità” delle contestazioni di Coyne perchè ho letto le sue tesi e trovo ineccepibile l’approccio del biologo ( e dovrei sottolineare “non filosofo” ) rispetto all’evoluzione che la vulgata religiosa creazionista rinnega!
    Ma nessun religioso “senziente” si lascia abbindolare da una dialettica speciosa sui difetti della comunicazione religiosa che, parlando alle masse, cerca di evitare la babilonia anarchica che ritroviamo nei social, fornendo metafore sotto forma di assiomi di fede!
    Direi che chi si cimenta in un conflitto fra conoscenza e fede in un’etica di specie che attraverso l’evoluzione muove verso principi affidati ad un (pro)motore primo, mostra di non aver bene inteso il miglior utilizzo di quell’intelletto che, da dovunque provenga “trascende” la materia!
    Seung direbbe “emerge” dai limiti delle leggi fisiche!
    Scienza è “come” religione è “perchè”…
    L’astrazione filosofica, ciò che distingue la nostra specie, ha determinato nel corso dell’evoluzione la formulazione di domande sul senso della vita ( traduzione di un’etica di specie che appartiene anche alle altre ) alle quali non bastano le risposte della scienza…che sono peraltro assolutamente necessarie!
    Quel senso che talvolta lo scienziato ( come Coyne ) finisce per trascurare abbandonandosi al fatalismo esistenzialista appagato dalla conoscenza, che è un enorme limite all’evoluzione ( ben compreso ad esempio dai redattori della Bibbia! )🤓

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  3. Io tratterei 3 casi:

    il caso dell’insegnamento basato sulle scoperte scientifiche in contrasto con il pensiero di correnti religiose;

    il caso dell’eventuale ingerenza religiosa nell’ambito dell’impiego; ed infine

    il caso dell’effettivo conflitto intellettuale nell’ambito della scoperta scientifica;

    Per l’insegnamento non è il caso della Chiesa Cattolica in quanto le scuole private devono soddisfare i programmi dell’istruzione a livello nazionale ovunque nel mondo, sono scuole di prestigio e adattano la religione – per esempio resta Adamo ma varia il tempo, il metodo dei concepimenti – comunque ho visto un sacerdote australiano ribadire di non essere scemi da non distinguere le metafore ed i racconti allegorici dal messaggio che contengono.

    Ma non è lo stesso per altre correnti Cristiane e ci sono controversie anche nel mondo islamico dove la Turchia escluderà la teoria dell’evoluzione dalle scuole (detta teoria è un fatto provato scientificamente). Però si deve dire che è vero che si tratta o di scienza o di religione e vediamo che funziona quando la religione si adegua.

    Per l’ingerenza della religione nell’ambito degli impieghi è evidente che anche qui quando si manifesta la mancanza di compatibilità c’è un dispendio di energie, risorse e denaro – lo so bene perché quando si è immersi nell’analisi di cose che non ci sono ma che dovranno esserci alla fine di un tempo prestabilito e inderogabile c’è chi non va a casa per 72 ore di seguito e chi va in moschea 5 volte per pregare interropendo il filo logico, la voglia dell’impegno e vi assicuro che investire così ha un significato diverso da quello che dice il mercato.

    Per il caso dell’effettivo conflitto intellettuale nell’ambito della scoperta scientifica. L’astrofisico e divulgatore scientifico statunitense,Neil deGrasse Tyson e direttore dell’Hayden Planetarium del Rose Center for Earth and Space di New York, in un dibattito sul progresso scientifico nel tempo ha detto che esiste il perimetro dell’ignoranza, che è il confine dove gli scienziati affrontano una scelta: invocare una divinità o continuare la ricerca della conoscenza.

    Ha detto che Newton, il più grande scienziato per lui, si è fermato ad un passo della scoperta dei veri moti dei pianeti intorno al Sole per paura di scoprire che l’equilibrio del sistema poteva perdere stabilità in tempi brevi. Allora Newton stesso disse che ci doveva essere la mano di un essere intelligente, potente, onnisciente, eterno ed infinito.

    Newton distingue tra ipotesi e filosofia sperimentale, e dichiara, ipotesi, se metafisiche o fisiche, sia di qualità occulta che meccaniche, non hanno posto nella filosofia sperimentale. Quello che vuole dal fenomeno sono i dati ed in assenza di dati, al confine tra ciò che egli poteva spiegare e ciò che poteva solo onorare – le cause che egli poteva identificare e quelle che non poteva – Newton invoca saldamente Dio.

    Insomma quando Newton non faceva religione, faceva scienza e così ha contribuito a qualcosa di positivo – fosse solo perché la prima è indice di conservatorismo e la seconda di progressismo,

    Un secolo dopo il matematico e astronomo francese Laplace fece i calcoli e dimostrò che il sistema solare sarebbe rimasto stabile per un periodo molto più lungo di quanto temeva Newton.

    Quando Laplace diede una copia di Mécanique Céleste al suo amico di fisica Napoleone Bonaparte, Napoleone volle sapere quale ruolo avesse giocato Dio nella costruzione e nella regolazione dei cieli. “Sire”, rispose Laplace, “non ho bisogno di questa ipotesi”.

    Mentre nessun ateo si batte per l’ateismo a meno che sia per scopi ludici ma qui non si tratta di ateismo – qui per salvaguardare l’idea di libertà della ricerca può essere necessario avere un comportamento anti teista.

    Negli USA il 7% della elite scientifica è credente e mentre appare fisiologico all’interno di ogni calcolo di probabilità, il valore sembra troppo alto e c’è scetticismo sulla motivazione.

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