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L’Islanda vuole vietare la circoncisione

Il parlamento islandese sta discutendo un progetto di legge per vietare la circoncisione infantile, tranne nei casi in cui ci siano specifiche ragioni mediche che la rendano necessaria. La pena prevista per chi fosse colpevole di “rimuovere una parte o del tutto gli organi sessuali di un bambino” arriverebbe a sei anni di carcere. In Islanda dal 2005 c’è una legge che vieta le mutilazioni genitali femminili e sembrerebbe quindi sensato estendere il divieto anche a quelle maschili. Bisogna però tenere presente che le mutilazioni genitali femminili hanno conseguenze molto più gravi rispetto alla circoncisione, che non preclude la possibilità di una normale vita sessuale da adulti. Tuttavia, in entrambi i casi si tratta di una mutilazione, un intervento che altera in maniera permanente il corpo e che quindi non dovrebbe essere praticato senza il consenso esplicito di chi lo subisce.

Naturalmente, a opporsi da subito a questa legge non potevano che essere i leader religiosi, in particolare ebrei e musulmani, ma appoggiati anche dai cristiani. Nell’ebraismo e nell’islam, infatti, la circoncisione viene praticata per motivi religiosi e il divieto, secondo loro, violerebbe la libertà religiosa. Questa obiezione, tuttavia, parte da un presupposto errato, cioè il fatto che qualunque pratica religiosa sia lecita a prescindere. Questo è chiaramente falso, basti pensare a una religione che richiedesse di praticare sacrifici umani per onorare la divinità. Nessuno sosterrebbe che negare agli adepti di questo culto il diritto di uccidere sia una violazione della libertà religiosa. L’esempio può sembrare estremo, ma dimostra che in generale è lecito vietare pratiche religiose quando queste violano altri diritti fondamentali. Bisogna sempre tenere presente che i diritti di ciascuno finiscono dove cominciano quelli altrui. Che la circoncisione faccia parte della tradizione dell’ebraismo e dell’islam è quindi irrilevante, o comunque ha importanza limitata. Quello che conta è stabilire se sia una violazione dei diritti del minore. Se la risposta è sì, tanto peggio per la religione.

C’è poi un’altra possibile obiezione, che non si basa su un’equivoca interpretazione del concetto di libertà religiosa, ma sull’evidenza scientifica. Secondo numerosi studi la circoncisione potrebbe avere dei benefici per la salute, che sarebbero superiori ai rischi che la pratica in sé comporta. È quanto sostiene, per esempio, una review dell’American Academy of Pediatrics (AAP) pubblicata nel 2012. L’AAP afferma che la circoncisione diminuisce il rischio di infezioni sessualmente trasmesse e potrebbe ridurre quello di infezione delle vie urinarie e di tumore del pene. Tuttavia, questi benefici non sono sufficientemente grandi da raccomandare la circoncisione per tutti i nuovi nati. Per quanto riguarda i rischi, le complicazioni sono in genere minime e facilmente trattabili, mentre quelle gravi sono estremamente rare. Secondo l’AAP sono i genitori che dovrebbero decidere, tenendo conto sia dei possibili benefici dal punto di vista medico, sia del contesto culturale e delle proprie convinzioni religiose.

Si potrebbe quindi obiettare che vietare una pratica che secondo le attuali conoscenze scientifiche può portare benefici per la salute non sia logico. Questo potrebbe sembrare sensato, tuttavia la questione è prima di tutto etica e non medica: stiamo parlando di un intervento che, come ho già detto, altera il maniera permanente una parte del corpo di chi lo subisce e quindi, indipendentemente dai possibili benefici, il diretto interessato dovrebbe poter esprimere il proprio consenso. A maggior ragione se si considera che questi benefici non sono così grandi, come ammette la stessa AAP. Non è con la circoncisione di tutti i nuovi nati che si può fermare la diffusione di malattie sessualmente trasmissibili: servono l’educazione sessuale e l’accesso ai preservativi.

Inoltre, non tutti concordano con le conclusioni dell’AAP. Come riporta questo articolo nella sezione “news” di Nature, c’è chi contesta i risultati e le loro implicazioni. Le prove più forti a sostegno dei benefici della circoncisione nella lotta alle malattie sessualmente trasmissibili vengono da studi condotti in paesi africani: il contesto è dunque molto diverso rispetto ai paesi occidentali, e non è detto che i risultati siano applicabili allo stesso modo. Ma soprattutto, come ho scritto anche io poco sopra, si tratta di un intervento permanente che necessita del consenso del diretto interessato. L’idea di “amputare” una parte del corpo sana di un bambino dovrebbe sembrare assurda.

Riassumendo, vietare la circoncisione non sarebbe una violazione della libertà religiosa. Il diritto a professare la propria religione non si estende al punto da consentire la mutilazione di una persona che non può esprimere il proprio consenso. Quanto ai presunti piccoli benefici per la salute che essa comporta, non sono una ragione sufficiente per un intervento irreversibile a cui il diretto interessato non può dare il proprio consenso. Ognuno dovrebbe essere lasciato nelle condizioni di decidere da adulto.

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4 risposte a "L’Islanda vuole vietare la circoncisione"

  1. Caro fuxino, a proposito di Islanda ed a prescindere dalle tue parole a mio avviso perfettamente condivisibili contro la circoncisione, cosa dici del fatto che in Islanda hanno messo fuori legge la pornografia? Non la pornografia infantile ma proprio la pornografia tra adulti consenzienti. Non ti sembra questa una legge cripto-clericale o comunque da stato etico, dal momento che da un punto di vista laico qualunque tipo di rapporto sessuale tra adulti consenzienti dovrebbe essere lecito?

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  2. Caro fuxino, la fonte da te richiesta sarebbe la seguente: jonathanxblog.wordpress.com/2013/02/14/islanda-il-governo-vieta-il-porno-online-il-modello-la-cina/ in questo post del 14 Febbraio 2013 si dice che il governo islandese nel vietare il porno online si sarebbe ispirato alla Cina. Inoltre da qualche parte sul sito “Al di là del buco” della femminista Eretica viene anche criticato il fatto che il governo dell’Islanda avrebbe vietato gli Strip Club cioè i Club dove si fanno gli spogliarelli. Tu che giudizio daresti riguardo a ciò? Queste iniziative come si coniugano con il rispetto della laicità e con il rispetto dell’autodeterminazione di persone adulte e consenzienti?

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