Ateismo · Religione

Einstein, il professore ateo e Dio

einstein

Sono ormai diversi anni che su internet gira la storiella di uno studente che, con una “brillante argomentazione”, zittisce l’arrogante professore ateo che aveva affermato che Dio non esiste. Il colpo di scena finale è che lo studente è il giovane Albert Einstein.

Ci sono varie versioni, ma la sostanza è questa: il professore sostiene che se Dio ha creato tutto ciò che esiste, allora ha creato anche il male, dato che evidentemente il male esiste. Ma questo significa che Dio è malvagio, e quindi un dio buono, come quello cristiano, non può esistere. Lo studente, allora, fa l’esempio del freddo, che non esiste ma è solo assenza di calore, e del buio, che è assenza di luce. Allo stesso modo, il male non esiste, è solo l’assenza di Dio. Il professore non sa cosa rispondere e rimane zitto. Cristianesimo uno, ateismo zero.

Ovviamente la storiella è falsa, come spiegano per esempio Butac (in italiano) e Snopes (in inglese). Non solo non ce n’è traccia in nessun documento o biografia di Einstein, ma è anche in contrasto con l’idea che Einstein aveva della religione e di dio. Spesso viene usata come argomentazione a sostegno della sensatezza del pensiero religioso il fatto che “molti scienziati” sono credenti, e tra questi scienziati Einstein compare praticamente sempre. Al di là del fatto che l’esistenza di scienziati credenti non è una valida argomentazione a favore della religione, Einstein non era credente nel senso che comunemente si dà al termine. Non si definiva ateo, ma non credeva assolutamente nell’esistenza di un dio personale che si interessa delle questioni umane e interviene nell’universo. Ce lo dice lui stesso:

La parola Dio per me non è nulla se non l’espressione di un prodotto della debolezza umana, la Bibbia una collezione di onorevoli, ma pur sempre puramente primitive, leggende che sono comunque piuttosto infantili. Nessuna interpretazione, per quanto sottile, può per me cambiare questo fatto. Per me la religione ebraica, così come tutte la altre religioni, è una incarnazione delle più infantili superstizioni.

E ancora:

Non credo in un Dio personale, né ho mai negato questo fatto, anzi ho sempre espresso chiaramente il mio parere in proposito. Se c’è in me qualcosa che si possa definire sentimento religioso è proprio quella infinita ammirazione per la struttura del mondo rivelata dalle scoperte della scienza.

Il dio in cui credeva Einstein era un dio panteistico, come quello di Spinoza. Non credeva in un dio personale o nella vita dopo la morte. Identificare lo studente della storiella con Einstein serve solo a dare una parvenza di autorevolezza alle argomentazioni riportate, di per sé piuttosto deboli. È un classico esempio di fallacia ab auctoritate.

È anche piuttosto inverosimile che un professore si lasci zittire da un’argomentazione così sciocca. Non ha alcun senso, dal punto di vista fisico, dire che il freddo non esiste perché è solo assenza di calore. “Freddo” indica una proprietà di un corpo o di una sostanza e si riferisce alla sua temperatura (esattamente come “caldo”), mentre il calore è una forma di energia (in termodinamica, si riferisce all’energia trasferita da un corpo più caldo a uno più freddo). Per quanto riguarda il buio, esso è sì definito come l’assenza di luce (visibile), ma non per questo “non esiste”. Un ambiente in cui non c’è, o c’è poca, luce ha la proprietà di essere buio e tale proprietà esiste eccome. Semplicemente, non esiste come oggetto materiale, come invece la luce, che è un’onda elettromagnetica (e un fascio di particelle, i fotoni). Ma la parte più insensata è la conclusione. Il male e il bene, a differenza del calore, della temperatura o della luce, non sono entità fisiche definite e quindi qualunque paragone con queste ultime non tiene dal punto di vista logico. Si potrebbe ugualmente dire che il bene non esiste, è solo assenza di male. Se identifichiamo dio con il bene, dato che il bene non esiste nemmeno dio esiste. Questo ribaltamento del ragionamento è ugualmente valido e mette chiaramente in luce come il tutto sia solamente un gioco di parole. Inoltre, non si capisce perché si dovrebbe ritenere valida l’affermazione che il male è assenza di Dio: volessimo mantenere un minimo di coerenza logica, dovremmo dire che il male è assenza di bene.

In conclusione, non solo la storiella è falsa e Einstein non ha mai detto ciò che gli viene attribuito, ma è pure piuttosto sciocca e basata su argomentazioni fallaci.

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