Ateismo

Perché non sono agnostico

Con il termine agnosticismo si indica la posizione filosofica di chi ritiene che non si possa, attualmente o in linea di principio, affermare che Dio esista o non esista. Gli agnostici sostengono che la loro sia la posizione più razionale e alcuni si spingono a criticare l’ateismo dicendo che è una fede uguale e contraria a quella dei credenti: mentre i credenti credono nell’esistenza di Dio senza prove, gli atei credono nella sua inesistenza, sempre senza prove.

Posso concedere agli agnostici che la loro posizione sia sostenibile razionalmente. A patto, però, di trarne le dovute conseguenze. L’agnostico sostiene che non si può dimostrare l’inesistenza di Dio e quindi si debba sospendere il giudizio. Ma la stessa cosa vale per qualunque entità immaginabile dalla mente umana. Non si può dimostrare l’inesistenza degli unicorni, o di un drago invisibile nel mio garage, per riprendere l’esempio di Carl Sagan. Per la stessa logica, anche su questi bisognerebbe sospendere il giudizio. Quindi va bene essere agnostici, ma bisogna esserlo su tutto ciò che non è dimostrabile rigorosamente. Questa posizione, per quanto coerente, è poco sostenibile dal punto di vista pratico. Nessuno vive tenendo conto della possibilità che nel mio garage ci sia un drago invisibile. Questo agnosticismo filosofico è in pratica indistinguibile dall’ateismo. Dichiararsi agnostici nei confronti di Dio, ma non nei confronti di draghi e unicorni, è invece incoerente, a meno che non si fornisca una valida ragione per distinguere Dio da tutto il resto. Non ho mai visto una valida giustificazione di questa posizione. Di solito si dice che miliardi di persone credono in Dio e nessuno agli unicorni, o altri argomenti fallaci di questo genere.

Veniamo all’accusa di irrazionalità dell’ateismo. Ovviamente è un’accusa infondata, come ho già spiegato in più di un post su questo blog. La definizione più generale di ateo è una persona che non crede in alcuna divinità. Dato che l’onere della prova spetta a chi afferma l’esistenza di Dio, quindi ai credenti, e dato che non c’è nessuna prova della sua esistenza (le “prove” che spesso vengono presentate sono facilmente confutabili), è del tutto legittimo negare l’esistenza di Dio, fino a prova contraria. Ovviamente non bisogna commettere l’errore di considerare l’assenza di prove come prova dell’inesistenza di Dio, ma non è necessario fare questo salto logico per definirsi atei.

Personalmente trovo che definirsi agnostici sia ambiguo, a meno che non si specifichi ogni volta in che termini ci si ritiene tali. Potrei anche definirmi “agnostico” da un punto di vista filosofico, nei termini presentati sopra, nel senso che non ho la presunzione di poter dimostrare l’inesistenza di Dio, ma lo ritengo inutile, perché non credendo in nessun dio sono di fatto ateo e vivo come se Dio non esistesse. Non mi piace il termine “agnostico” anche perché spesso viene interpretato, da parte dei credenti, come una possibile apertura nei confronti della fede. Gli atei sono irrecuperabili, ma se ti definisci agnostico hai già fatto un primo passo verso Dio. Questa percezione è in generale errata, ma preferisco rendere chiaro a partire dal modo in cui mi definisco qual è la mia posizione. Il termine “ateo” è più diretto e non ambiguo. C’è sempre tempo per le sottigliezze filosofiche.

Annunci

11 risposte a "Perché non sono agnostico"

  1. Personalmente mi definisco agnostica per un altro motivo e cioè il fatto che l’ateismo ha una componente di proselitismo in cui non mi rispecchio. Pur avendo enormi problemi e diffidenze verso la religione organizzata, rispetto la dimensione spirituale e l’importanza che la fede ha a livello personale per i credenti (facendo ovviamente gli opportuni distinguo tra chi effettivamente vi si approccia come un framework di riferimento, e chi la prende per un marker di appartenenza tribale). Per questo mi astengo dal cercare attivamente di distogliere un/a credente dalla propria fede, ed è una delle ragioni per cui mi sento più “a casa” con la definizione di agnostica che non di atea.

    Mi piace

    1. Però l’ateismo non è necessariamente “militante”, anche se è vero che molti atei, incluso il sottoscritto, tendono a criticare apertamente il pensiero religioso. Comunque il tuo è un punto di vista che non avevo considerato.

      Mi piace

  2. Oh no, assolutamente, il mio punto di vista su questo è necessariamente “formato” dalle mie limitate esperienze. Ho solo constatato che esistono parecchi “attivisti” atei, spesso con tanto di organizzazioni formali e conferenze, mentre l’agnosticismo mi pare si trovi a un livello più “astratto” che esiste quasi esclusivamente sul piano filosofico.

    Piace a 1 persona

  3. Cara Chiara, mi interesserebbe sapere da te una cosa: quando ti dichiari agnostica ritieni di essere possibilista solo nei riguardi della religione cattolica oppure sei agnostica e possibilista nei riguardi di tutti i tipi di credenze soprannaturali? In altre parole secondo te potrebbe esistere solo il dio cattolico oppure ritieni che possano esistere anche gli dei di altre culture come, per esempio, il dio musulmano, gli dei induisti, gli dei giapponesi, gli dei delle antiche religioni politeiste, gli dei della mitologia norrena ecc. ecc.. Inoltre tu ti poni come agnostica-possibilista anche nei riguardi delle credenze attinenti al paranormale? E se no perché? Ti faccio queste domande perché ho l’impressione che coloro che si dichiarano agnostici siano possibilisti a senso unico, cioè secondo me gli agnostici tendono ad essere possibilisti solo nei riguardi della religione nella quale sono stati educati, ma poi tendono ad essere drastici nel negare altri tipi di credenze religiose o soprannaturali.

    Mi piace

    1. No, assolutamente, sono possibilista nei confronti di ogni credenza. Anzi personalmente trovo molto più semplice “lasciare tranquille” quelle tra le mie conoscenze che professano religioni non legate a Chiese o strutture particolarmente rigide, mentre tendo a diventare polemica proprio su confessioni come quella cattolica. Sul paranormale non legato alla religione non mi sono mai interrogata in dettaglio; ma direi che, di nuovo, non credo cercherei di convincere del contrario qualcuno che crede ai fantasmi a meno che questa sua convinzione non lx porti a nuocere a se stessx ma soprattutto ad altri.

      Mi piace

  4. Belle riflessioni! Io tecnicamente sono agnostica ma praticamente atea nel senso che non non mi curo minimamente se un’entità superiore esista o no. Anche io ho la mia ‘fede’: sono assolutamente convinta che non possa esistere una divinità personale del tipo cristiano o simile, e non credo alla cosiddetta ‘spiritualità’, anche se penso che possa essere di aiuto e sostegno a molte persone. Per il resto… non so! 😀
    Comunque onestamente quando mi trovo a parlare con altri spesso mi definisco atea perché pochi sanno cosa sia l’agnosticismo, e non ho sempre voglia di discussioni filosofiche 😛

    Mi piace

  5. Alla mia domanda “ma tu credi o sei ateo?”ad un carissimo amico la sua immediata risposta non lasciò alcun dubbio “ateo, assolutamente ateo, non credo che qualcuno o qualcosa ci abbia creato, che ci stia osservando e che stia passando il tempo a giudicare la ns morale. Per quanto mi riguarda su questa terra siamo soli e ce la dobbiamo cavare da soli”. Mi ha trovato completamente d’accordo ma mentre concordavo su dio mi sentivo di dissentire sulla ns solitudine dichiarandomi agnostico, non sono assolutamente in grado di prendere alcuna posizione al riguardo.

    Mi piace

  6. Certo che paragonare Dio ai draghi. Faccia lo stesso esempio con gli extraterrestri al posto del drago, anche se paragonarli a Dio non è il massimo. Io sono agnostico anche sugli extraterrestri.

    Mi piace

    1. Forse non conosci l’esempio del drago invisibile di Carl Sagan: https://ioateo.wordpress.com/2016/02/20/un-drago-nel-mio-garage-di-carl-sagan/
      Quanto agli extraterrestri, è una questione completamente diversa su cui è perfettamente sensato dichiararsi “agnostici”. Non abbiamo ancora trovato prove di vita su altri pianeti, ma si tratta di un’ipotesi scientifica del tutto plausibile, perché se la vita si è sviluppata sulla Terra è possibile, e forse probabile, che l’abbia fatto anche altrove.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.