Diritti · Scienza

Aborto, contraccezione e le balle degli antiabortisti

Ai sedicenti “pro-life” in realtà non importa nulla della difesa della vita. Il loro obiettivo è quasi sempre negare i diritti delle donne e sostenere la società patriarcale in nome della loro religione, tipicamente il cristianesimo e in particolare, almeno in Italia, il cattolicesimo. Non sono “pro-life”, ma semplicemente “no-choice”. Una delle prove di questo fatto è la loro ostilità alla contraccezione: se si vuole davvero difendere la vita diminuendo il numero di aborti, bisogna promuovere l’uso di metodi contraccettivi efficaci e l’educazione sessuale per i giovani (ché gli anticoncezionali servono a poco se non sono usati correttamente), in modo da ridurre le gravidanze indesiderate.

Mi sono tuttavia imbattuto in una balla curiosa tesi sostenuta da alcuni no-choice: la contraccezione farebbe addirittura aumentare il numero di aborti! La prova? Lo dice un articolo di un giornale cattolico online, che cita i dati di un’associazione inglese: il 50% delle donne che abortiscono (nel Regno Unito) ha usato un metodo contraccettivo! Da questo dato gli antiabortisti deducono, erroneamente, che la contraccezione non serva a nulla e anzi peggiori la situazione. Promuovendo la contraccezione secondo loro si inducono i giovani a comportamenti sessuali più a rischio. Ho trovato argomenti simili, sempre da fonti no-choice, basati su dati analoghi della Spagna (in questo caso la percentuale era del 40%).

Tanto per cominciare, sono diversi gli studi1,2,3,4 che dimostrano che fornire ai giovani una valida educazione sessuale, che comprenda l’uso della contraccezione, tende a far ritardare l’inizio dell’attività sessuale e a rendere più probabile che i giovani al primo rapporto sessuale adottino comportamenti meno a rischio, per esempio utilizzando maggiormente il preservativo. In pratica, l’esatto opposto di quanto sostengono i cattolici.

Ma veniamo all’argomento principale. Il fatto che una percentuale piuttosto alta di donne che ricorrono all’aborto abbia fatto uso di contraccettivi vuol forse dire che la contraccezione aumenta il numero di aborti? Non mi è chiaro come si possa arrivare a pensare una cosa del genere, il che mi fa sospettare la malafede, che dopotutto è tipica nella propaganda antiabortista. Ci sono diverse ragioni per cui l’argomento è errato, ma la più evidente è che più aumenta la percentuale di persone che utilizza metodi anticoncezionali, più aumenterà la percentuale di aborti praticati su donne che hanno usato metodi anticoncezionali. È del tutto ovvio! Infatti, se nessuno usasse metodi anticoncezionali, la percentuale di donne che abortiscono pur avendo usato la contraccezione sarebbe ovviamente zero, mentre se tutti utilizzassero la contraccezione altrettanto ovviamente tutte le donne che abortiscono ne avrebbero fatto uso. Ma nel secondo caso il numero totale di aborti sarebbe sicuramente molto più basso. Con una percentuale intermedia, il numero dipenderà anche dall’efficacia del contraccettivo utilizzato. La percentuale di donne che hanno usato almeno un metodo anticoncezionale tra quelle che abortiscono, quindi, di per sé non ci dice assolutamente nulla.

Il dato del 50% può apparire abbastanza alto, ma il fatto di aver utilizzato “almeno un metodo anticoncezionale” non significa necessariamente averlo utilizzato sempre e in maniera corretta. Una donna potrebbe sostenere di aver usato il preservativo pur non avendolo fatto a ogni rapporto, e conterebbe comunque tra coloro che abortiscono pur avendo usato metodi anticoncezionali. Anche lo stigma sociale nei confronti delle donne che abortiscono potrebbe avere un ruolo e sostenere di aver usato anticoncezionali potrebbe servire da giustificazione. I no-choice, infatti, accusano spesso le donne di usare l’aborto come “contraccettivo”. In ogni caso, i contraccettivi più popolari, il preservativo e la pillola, hanno un elevato tasso di fallimento in quello che viene definito “l’uso tipico”: il 18% per il primo, il 9% per il secondo5. Questo significa che una percentuale non indifferente di donne che “hanno usato almeno un metodo anticoncezionale” rimarranno comunque incinte, nella maggior parte dei casi a causa di un utilizzo scorretto del contraccettivo scelto, e alcune di esse abortiranno. Ma l’uso della contraccezione ridurrà comunque il numero di gravidanze indesiderate (e quindi di aborti). E la riduzione sarà tanto maggiore quanto più vengono utilizzati i metodi contraccettivi più efficaci (IUD e impianti contraccettivi), che hanno un tasso di fallimento inferiore all’1%.

Gli antiabortisti adorano inoltre citare alcuni studi6,7 che dimostrerebbero che promuovere l’uso di contraccettivi non sarebbe efficace nel ridurre le gravidanze indesiderate e anzi peggiorerebbe le cose. Ma se si considera la letteratura scientifica in maniera più ampia, si vede che in generale una combinazione di educazione sessuale e promozione della contraccezione riduce il numero di gravidanze indesiderate. È quanto conclude, per esempio, una revisione sistematica8 della letteratura da parte della Cochrane. Il fatto che non sempre si trovi una correlazione tra l’aumento dell’utilizzo della contraccezione e la diminuzione del numero di aborti, e che le prove in tal senso siano più deboli di quanto ci si potrebbe aspettare, è in parte dovuto a limitazioni metodologiche degli studi stessi, in parte ad altri fattori che giocano un ruolo nel determinare il tasso di aborti e fanno da variabile confondente. La realtà è complicata. In ogni caso, se i programmi di educazione sessuale e alla contraccezione non sono efficaci, la soluzione non è certo rinunciare a entrambi, magari privilegiando la promozione della sola astinenza, come vorrebbero i no-choice, un approccio del tutto fallimentare9. Al contrario, bisogna capire cosa non funziona per poterli migliorare. Per esempio, un problema è l’elevato tasso di fallimento di alcuni dei più popolari metodi contraccettivi. Diverse ricerche10,11,12,13 hanno dimostrato che promuovere l’utilizzo dei cosiddetti LARC (da Long-acting reversible contraceptives), come gli impianti contraccettivi e i dispositivi intrauterini, riduce notevolmente il numero di gravidanze indesiderate e di aborti. Un grande vantaggio di questi metodi è che una volta inseriti funzionano senza richiedere alcuna azione da parte di chi li utilizza. Non c’è il rischio di dimenticarsi di prendere una pillola, o di non mettere correttamente il preservativo. Questo è uno dei motivi per cui sono così efficaci. E come prevedibile, più si utilizzano metodi contraccettivi efficaci, più il loro contributo è evidente nel ridurre il numero di gravidanze indesiderate.

Anche rendere l’aborto illegale o più difficile da ottenere, un altro degli obiettivi dei no-choice, non serve a ridurre il numero di aborti, come dimostra uno studio14 pubblicato nel 2016 su The Lancet. Anzi, se mai è vero il contrario15. L’unica cosa che si ottiene criminalizzando l’aborto è aumentare notevolmente la mortalità delle donne a causa dei rischi dell’aborto clandestino.

In conclusione, se si vogliono davvero ridurre gli aborti si deve fare educazione sessuale nelle scuole e promuovere i metodi contraccettivi più efficaci, con buona pace degli antiabortisti. Ma nessun anticoncezionale è perfetto, quindi ci sarà sempre un certo numero di gravidanze indesiderate, motivo per cui per tutelare i diritti riproduttivi e la salute delle donne è fondamentale l’accesso all’aborto legale e sicuro.

Fonti
1 https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1054139X07003254
2 https://www.guttmacher.org/article/2012/10/consequences-sex-education-teen-and-young-adult-sexual-behaviors-and-outcomes
3 http://journals.sagepub.com/doi/abs/10.1177/0272431612449386
4 http://pediatrics.aappublications.org/content/138/2/e20161348
5 https://en.wikipedia.org/wiki/Comparison_of_birth_control_methods#Effectiveness
6 https://www.bmj.com/content/339/bmj.b2534
7 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21134508
8 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19821341
9 http://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0024658
10 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25465890
11 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21944222
12 https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa1400506
13 https://www.guttmacher.org/journals/psrh/2014/06/game-change-colorado-widespread-use-long-acting-reversible-contraceptives-and
14 https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(16)30380-4/abstract
15 https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0020729215001575

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2 risposte a "Aborto, contraccezione e le balle degli antiabortisti"

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